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CLARA MOSCHINI

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Intelligenza artificiale. Da novembre guardie virtuali in aeroporto

Software che permette di individuare chi mente

Nel corso di novembre negli aeroporti in Ungheria, Lettonia e Grecia verrà sperimentato un nuovo potenziale ausilio per la sicurezza, ovvero una guardia virtuale che interrogherà i passeggeri in arrivo da voli extra-Ue e potrà capire se questi dicono la verità o meno. L'intelligenza artificiale andrà ad affiancare gli agenti che lavorano al controllo documenti confermando nome, età e data di nascita, verificando la foto del passaporto e facendo domande per capire lo scopo del viaggio e come è stato finanziato.

Praticamente un ausilio che potrebbe anche rendere inutile la figura dell'uomo, dal momento che la guardia virtuale potrà fare anche indagini più approfondite sulla persona nel caso in cui avesse dei sospetti. In questa prima fase di test sarà utilizzato solamente sui passeggeri volontari -che dovranno dare il loro consenso scritto nel corso del volo-, in una fase di sperimentazione importante per "iBorderCtrl" costato finora 4,5 milioni di Euro. Al momento nei test di "laboratorio" ha identificato l'85% delle bugie di 32 persone, ma anche i tecnici che sono coinvolti nel progetto sono scettici  riguardo il raggiungimento del 100%, e inoltre potrebbero creare anche problemi "razziali" e di "genere", sulla falsa riga dei software di riconoscimento facciale di Ibm e Microsoft che sbagliano  più facilmente laddove devono controllare donne o persone di colore. La fase di sperimentazione che inizierà in questo mese però permetterà di vedere se effettivamente il futuro dei controlli post-volo sarà o meno l'intelligenza artificiale.

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