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CLARA MOSCHINI

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"Geopolitica del digitale" (2). Trenta. "Uomo rimanga al centro dei progetti"

Ma devono continuare e aumentare gli investimenti nella ricerca e sviluppo

L'evento organizzato da Elettronica e da Ambrosetti - The European House oggi al Foro Italico a Roma per presentare il rapporto "Geopolitica del Digitale: nuovi confini, crescita e sicurezza del Paese" è stato chiuso dall'intervento del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che parlando di fronte alla platea composta da vertici militari e dell'industria, politologi e ricercatori del campo dell'innovazione, ha affermato come "per il Governo sia indispensabile comprendere le trasformazioni digitali in atto, ma è importante continuare a fotografare ed interpretare il presente così da poter sviluppare strategie che permettano all'Italia di essere competitiva".

Il problema del presente ricordato dalla Trenta è che l'Italia -così come tutti i Paesi al mondo- deve far fronte a nuove minacce quali "terrorismo, traffico illecito di armi, crimini informatici, attacchi alle reti energetiche e alle infrastrutture critiche, che tutte insieme richiedono alle Forze Armate di essere tecnologicamente avanzate e flessibili". Un compito non semplice, specialmente se si effettuano tagli al budget destinato per la Difesa e quindi per l'innovazione. Per poter arrivare a questo il ministro ha specificato che insieme al segretario generale della Difesa e Direzione nazionale degli armamenti sono state "individuate sei aree tecnologicamente prioritarie", e tra queste vi è il potenziamento delle capacità del soldato, i sistemi autonomi, le tecnologie satellitari, la cyber security, le tecnologie per la sostenibilità e resilienza energetica, e in conclusione i sistemi innovativi per le Forze Armate.

Progetti importanti per i quali servirà stanziare fondi adeguati favorendo così gli investimenti delle industrie della difesa italiane (pubbliche o private che siano), ma soprattutto permettendo alla Difesa e di conseguenza di tutto il sistema-Paese di essere all'avanguardia nelle tecnologie digitali, aumentando sia le capacità difensive che quelle offensive. La certezza per Elisabetta Trenta è però che "l'ultima azione, l'ultimo click, l'ultimo sì o no dovranno continuare a rimanere una prerogativa umana". Va bene l'evoluzione dell'intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi, ma l'importante -anche per questioni puramente etiche- è che al centro di ogni progetto e programma ci sia sempre l'uomo.

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