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CLARA MOSCHINI

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"Geopolitica del digitale": presentata seconda edizione Position Paper

Sviluppato da Ambrosetti in collaborazione con il Gruppo Elettronica -ALLEGATO E VIDEO

Dal rapporto cinque raccomandazioni ad istituzioni ed imprese per rendere più solido e competitivo il "Sistema-Paese"

Un nuovo paradigma analizza il contesto competitivo in cui si trovano oggi ad operare Paesi ed imprese: è la "Geopolitica del digitale", la disciplina che studia come la rivoluzione digitale trasforma la concezione dello spazio geografico, sociale ed economico.

A tracciare le nuove frontiere della disciplina la seconda edizione del rapporto “Geopolitica del Digitale – Nuovi confini, crescita e sicurezza del Paese” sviluppato da The European House–Ambrosetti in collaborazione con Elettronica Group, gruppo attivo nella difesa elettronica, presentato in occasione dell’omonimo simposio che si è svolto mercoledì 14 novembre a Roma.

A confrontarsi rappresentanti del mondo politico, istituzionale ed accademico che hanno dialogato sul cambiamento copernicano che il digitale sta imponendo, tra cui: Armen Sarkissian, presidente della Repubblica di Armenia; Giulia Bongiorno, ministro per la Pubblica Amministrazione; Elisabetta Trenta, ministro della Difesa; Maria Chiara Carrozza, professore ordinario di Bioingegneria industriale e già rettore, scuola Superiore "Sant’Anna", già ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; John C. Hulsman, Senior Research Fellow, Hague Centre for Strategic Studies; Alec Ross, autore di “Indutries of the future”, ex-Senior Advisor per l’innovazione dell’amministrazione Obama; Mauro Ferrari, presidente ed ad, Houston Methodist Research Institute; Robert Gahl, vicedirettore “Markets, Culture and Ethis Research Center”,  professore di etica, Pontificia Università della Santa Croce; Alberto Sangiovanni Vincentelli, The Edgar L. and Harold H. Buttner Chair, Eecs, University of California, Berkeley

Con le relazioni introduttive e di chiusura del presidente ed ad di Elettronica Enzo Benigni e del direttore operativo  Domitilla Benigni.

Il report mette in evidenza che la "Geopolitica del digitale" è un nuovo paradigma con cui analizzare i mutamenti e gli impatti provocati dalla trasformazione digitale nella “geografia” delle interazioni tra attori umani, istituzionali ed economici, attraverso la creazione di nuovi spazi (quello digitale costituito da web, piattaforme multimediali, aggregati di dati e nuove arene di confronto) e la digitalizzazione degli spazi preesistenti (che modifica le modalità con cui le relazioni tra attori si realizzano negli spazi già esistenti). 

In questo quadro, le analisi del report evidenziano nuove risorse strategiche e di natura geopolitica connesse alla progressiva digitalizzazione di economie e società: i dati e la loro sicurezza. Entro il 2020 i dati disponibili saranno 10 volte quelli attuali, mentre già oggi la data economy vale in Europa 60 miliardi di Euro. I data center di portata industriale diventeranno quindi asset strategici, così come le infrastrutture sottostanti abilitanti di sistemi profondamente digitalizzati (cavi, connettori, satelliti, reti di telecomunicazioni). Anche le minacce mutano ed evolvono, e con esse le risposte più efficaci: nel solo 2017 si sono registrati quasi 1200 attacchi cibernetici considerati gravi.

A questa crescita vertiginosa dell’economia dei dati fa invece da contraltare il tema delle competenze e la ricerca di nuovi talenti in grado di sviluppare abilità per governare la rivoluzione digitale: il report evidenzia infatti che oggi circa 4 imprese europee su 10 faticano a trovare talenti adatti a ricoprire posizioni vacanti e solo il 30% della forza-lavoro Ue è dotata di competenze Ict sopra il livello base.

Il nuovo paradigma della "Geopolitica del digitale" assume una rilevanza crescente perché impatta non solo sugli stili di vita e la sicurezza della società civile e sull’operato delle Istituzioni ma anche sui business model del settore industriale –la cosiddetta Industry 4.0– imponendo a decisori pubblici e delle imprese la definizione di una strategia digitale multi livello capace di valorizzare le dotazioni dei Paesi (livello macro) e di imprese (livello micro), ma anche di creare i presupposti perché il sistema nel suo complesso acquisisca prontamente risorse ed infrastrutture necessarie per competere con successo nel nuovo scenario competitivo.

La situazione italiana

Una visione strategica prioritaria per l’Italia: il report sottolinea che, pur avendo un assetto manifatturiero di primaria importanza a livello globale, la digitalizzazione dell’industria italiana appare in netto ritardo sbilanciata sulla dotazione tecnologica ed ancora mancante di una profonda trasformazione di modelli di business e processi organizzativi. Questo avviene sia per cause interne alle aziende italiane che per carenze del sistema-Paese.

Il documento evidenzia inoltre che l’86% delle imprese italiane non utilizza tecnologie 4.0, né programma interventi futuri. A soffrire maggiormente sono le Pmi e le imprese meridionali: al Sud, solo il 5,2% delle Pmi ha infatti adottato almeno una tecnologia digitale 4.0. Se dal piano delle tecnologie si passa a quello dei modelli di business, le analisi condotte mostrano come il 59,4% delle aziende italiane siano statiche, non impegnate in alcuno sforzo innovativo, mentre solo l’11,9% ha attuato un impegno innovativo integrato.

A livello di sistema emerge poi una scarsa propensione a partecipare a network di ricerca e di innovazione, cui si aggiungono una insufficiente dotazione di competenze e skill (solo l’1,1% dei laureati italiani ha concluso un percorso di laurea in Ict), uno scarso budget pubblico dedicato alla Ricerca ed allo sviluppo ed un sostegno economico finanziario alle nuove attività ed alle start-up innovative tra i più bassi al mondo. Il Piano nazionale industria 4.0 ha certamente fornito un contributo importante, mettendo a disposizione della trasformazione digitale del sistema industriale italiano 9,8 miliardi di Euro. Tuttavia, i risultati positivi del Piano hanno sin qui riguardato prevalentemente imprese già impegnate in percorsi di innovazione e l’acquisto ed il rinnovo di macchinari e dotazioni tecnologiche.

“Lo scrittore Harari dice che “in un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere” –ha commentato Enzo Benigni, presidente ed amministratore delegato di Elettronica Group– In un contesto in cui il digitale sta rivoluzionando e dando vita a nuovi concetti di spazio, il Paper che abbiamo presentato si propone di contribuire a trovare più lucidità e tracciare nuove strade, applicando il paradigma della geopolitica del digitale e fornendo spunti di riflessione che possano essere utili ai policy maker e ai decisori della business community per impostare le azioni normative e le scelte strategiche più adeguate per il futuro. Servono sì, grandi investimenti. Ma non è solo questione di risorse finanziarie. Quello che conta è la velocità politica di compiere le necessarie riforme, senza trascurare i lati oscuri dell’innovazione come privacy e sicurezza.  Una particolare riflessione nel rapporto è stata dedicata al settore della sicurezza e della difesa che rappresenta un benchmark di riferimento non solo per gli investimenti in R&S ma anche per lo sviluppo della tecnologie duali".

Aerospazio, sicurezza e difesa: un settore ad alto tasso di innovazione

Il report dedica un approfondimento specifico al settore dell’aerospazio, della sicurezza e della difesa (AD&S) che, a livello globale, è tra i primi 10 settori per investimenti in ricerca e sviluppo. Un trend confermato anche in Italia dove il settore AD&S è uno dei principali soggetti che contribuiscono all’innovazione e allo sviluppo tecnologico del Paese. Il settore, che si distingue per un’elevata propensione all’export ed agli investimenti in innovazione, è infatti caratterizzato da un’elevata capacità di attivazione economica (159.000 occupati attivati a livello diretto, indiretto ed indotto) favorita da una filiera caratterizzata da grandi player globali e hi-tech e Pmi altamente specializzate ed integrate nel tessuto produttivo nazionale.

Il paper sottolinea come l’AD&S sia un settore-chiave per lo sviluppo di applicazioni di natura “duale” (utilizzabili sua nel civile che nella difesa), che incarnano il nuovo paradigma dell’innovazione e dello sviluppo di tecnologie nell’epoca della geopolitica del digitale, ed evidenzia il ruolo che in questo contesto il settore AD&S assume con particolare riferimento alle policy ed alle strategie, pubbliche e private, che possono garantire al Paese maggiore crescita e sicurezza.

Il settore AD&S rappresenta infatti un esempio di come nell’epoca della geopolitica del digitale l’innovazione debba essere concepita come "Open Innovation", un concetto secondo cui le innovazioni non sono più prodotte all’interno di un ambito per essere poi utilizzate e applicate unicamente al proprio interno, ma debbano essere aperte, cross-settore e multi-stakeholder. Già oggi non esistono tecnologie di natura unicamente civile o duale, bensì prodotti che le utilizzano in uno o nell’altro ambito.

Le 5 raccomandazioni per istituzioni ed imprese

Nella "Geopolitica del digitale" emerge l’esigenza di individuare nuove risorse strategiche: competenze, dati, terre rare ed infrastrutture critiche. Per questo il Paper si chiude fornendo alcune linee-guida strategiche rivolte a coloro che vogliono comprendere la reale portata strategica dei fenomeni connessi alla trasformazione digitale e la loro interdipendenza.

ll Paper fornisce perciò 5 raccomandazioni a decisori pubblici impegnati nella definizione di policy per il Paese ed attori privati coinvolti nello sviluppo di strategie aziendali per migliorare il posizionamento competitivo dell’Italia nell’epoca della "Geopolitica del digitale":

stimolare l’effettiva trasformazione digitale dell’industria italiana, incentivando i settori ad elevata capacità di spillover ed i player di portata sistemica a definire degli standard per le proprie catene di fornitura e sub-fornitura;

definire una governance per l’innovazione e la ricerca chiara, certa e centralizzata in termini di direzioni, tecnologie-chiave e settori strategici.

stimolare l’innovazione e lo sviluppo di tecnologie secondo una logica multi-settoriale e cross-industry, focalizzando gli investimenti ed il sostegno sulla ricerca di base.

adottare una chiara e coraggiosa strategia per il settore AD&S nazionale, con un orizzonte di lungo periodo e un rafforzamento del ruolo italiano all’interno del sistema globale.

identificare le tecnologie e le competenze prioritarie per il mantenimento del vantaggio competitivo nel settore AD&S in ottica di sicurezza del Paese per affrontare l’era digitale caratterizzata dalle grandi vulnerabilità e debolezze dei sistemi.

In allegato la versione completa del report (124 pagine).

Sotto, il video dell'evento e l'intervista realizzata da AVIONEWS a Domitilla Benigni

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