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AVIONEWS. Alitalia: nei 18 mesi di commissariamento persi 700 milioni

Analisi puntuale dei dati -ALLEGATI

Gaetano Intrieri, consulente aeronautico, ha spiegato nell'intervista ad AVIONEWS come ha "ricostruito e riclassificato in termini economico-finanziari i dati relativi alla gestione commissariale del vettore aereo Alitalia", utilizzando i bilanci e le informazioni rese pubbliche da maggio 2017. Uno dei principali problemi, secondo Intrieri, è "l'aumento del debito relativo alle partite commerciali che da maggio 2017 ad agosto 2018 è arrivato a circa 1,8 miliardi di Euro", non propriamente un indice di salute di Alitalia. A questo si aggiunge anche il fatto che i commissari straordinari hanno sottolineato solamente il valore della cassa presente nell'attivo, ma "in realtà -spiega Intrieri- il vero indice di liquidità di un'azienda è dato dalla posizione finanziaria netta che misura il capitale circolante". In questi 18 mesi di amministrazione straordinaria sarebbero stati "drenati circa 700 milioni essendo il patrimonio finanziario di Alitalia ad agosto 2018 pari a 266.621.709 Euro e considerando i 900 milioni di prestito ponte avuti dallo Stato e i circa 80 milioni che i commissari si sono ritrovati in cassa all'inizio della loro gestione". 

Chiarimenti sono richiesti da Intrieri anche sul valore patrimoniale della flotta Alitalia "che per i commissari è pari a circa 807,69 milioni di Euro, ma in una stima commissionata a fine 2017 a Ibl che identificò in 631 milioni di Euro il valore dei 44 aeromobili definiti di proprietà". Gaetano Intrieri fa, però, notare nel corso della sua intervista che il numero reale di aerei di proprietà di Alitalia è decisamente minore "poiché Air Finance e DVB hanno escusso il pegno sulle società irlandesi che detenevano, e detengono la proprietà di 30 aeromobili. Per cui non si capisce perché i commissari Alitalia reputano di esporre a cespite come valore posseduto a titolo di proprietà 41 aerei visto che ad oggi possiede solo 11, e il valore vero di mercato non supera i 130 milioni".

La situazione economica è aggravata anche dai "pochi passi fatti nella ristrutturazione della parte manutenzione, continuando ad usufruire di provider a costi elevatissimi malgrado Alitalia abbia avuto, e ha ancora ingegneri e meccanici certificati di primissimo livello nelle sue fila, gente di elevatissime capacità in questo settore". Costi elevati che si ritrovano anche nei sistemi informativi utilizzati da Alitalia, che come ha spiegato Intrieri, sono o "obsoleti oppure poco implementati". Gli esempi migliori sono i "datati sistemi Sap 7.0 e 7.1 e l'utilizzo di un software di prenotazione dei biglietti per i dipendenti che porta al riconoscimento di 2 Euro a titolo emesso a Lufthansa, proprietaria del sistema". L'accordo siglato -nella gestione emiratina- con "Sabre è uno dei contratti più onerosi e in 10 anni avrà un costo complessivo, tra parte fissa e parte variabile, di circa 500 milioni di dollari". Non è tutto però e, come spiega Intrieriù, "il suo utilizzo non dà i benefici che questo sistema ha in grado di garantire dal momento che è stato implementato in maniera errata o approssimativa".

Problematiche che dovranno essere affrontate al più presto dal Governo e dal futuro acquirente che, secondo Intrieri, doveva essere trovato al termine di una ristrutturazione della compagnia e della riformulazione generale del "sistema del trasporto aereo italiano". Anche perché la soluzione individuata (Ferrovie dello Stato e partner estero del settore) avrà molto probabilmente "carattere temporaneo e difficilmente porterà ad un rilancio e ad un maggior interesse per Alitalia" da parte degli investitori.

In allegato, in basso a questa AVIONEWS, il testo integrale dell'intervista e le slide di accompagnamento al video

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