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CLARA MOSCHINI

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Aerospazio. Via alla collaborazione per l'aviolancio di satelliti

Firmata la lettera di intenti che dà il via agli studi di fattibilità -VIDEO

Ieri, 12 dicembre, a Palazzo dell'Aeronautica è stata siglata la lettera di intenti dal capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare (Ami) generale di Squadra aerea Alberto Rosso, dal direttore generale del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Giambattista Brigone, dal prorettore dell'Università di Roma "La Sapienza" professore Teodoro Valente, dal presidente del Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira) professore Paolo Annunziato e dall'amministratore delegato di Sitael professore Nicola Zaccheo, per il quale, nello stesso giorno, il consiglio dei ministri ha avviato la procedura di nomina come presidente Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile). Un evento importante e che segna l'avvio della collaborazione tra forza armata, industria e ricerca per gettare le basi ad una serie di progetti per sviluppare tecnologie che permetteranno di lanciare piccoli satelliti dagli aerei Eurofighter Typhoon. "Non è la prima volta -ha introdotto il sottocapo di SMA generale di Squadra aerea Settimio Caputo- che vengono effettuati studi del genere poiché l'Ami ha già testato l'aviolancio dal Lockheed Martin C-130". 

A differenza di quei primi studi però in questa occasione l'aspettativa -viste anche le parole di Giancarlo Giorgetti in commissione (AVIONEWS)- è che ci sarà una "strategia politica per poter utilizzare al meglio l'aerospazio che rappresenta una zona strategica per l'Aeronautica e di ricerca". Ma oltre ad avere una "valenza strategica", come ha spiegato Zaccheo "i nuovi progetti per il lancio di piccoli satelliti avranno un costo decisamente minore rispetto al tradizionale invio tramite razzi vettori, dando la possibilità concreta di arrivare ad un'autonomia per l'accesso allo studio dello spazio".

Oltre tutto come ha concluso il capo di SMA Alberto Rosso "l'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo ad avere una filiera industriale completa nel settore dell'aerospazio e studiare questa nuova tecnologia non deve essere vista come un'opportunità, ma come una necessità strategica anche ai fini dello sviluppo e dell'aumento del know-how delle azienda interessate". 

Un primo passo è stato compiuto, ora -come è stato sottolineato dagli ospiti intervenuti- è necessario che questa collaborazione venga estesa anche ad altre industrie in modo tale da presentare un progetto compiuto (con una valutazione precisa dei costi) nel corso di un anno circa, ottenendo anche i finanziamenti e la linea politico-strategica da seguire dal Governo (per mezzo del Comitato interministeriale per le politiche relative a spazio e aerospazio). Un campo che potrebbe permettere all'Italia di affermarsi come "prima della fila" garantendosi una certa autonomia dal lancio di satelliti (non dovendo così più dipendere dai lanci Esa e Nasa) ad un costo minore per lo Stato, per le aziende e per i centri di ricerca.

Sotto, il video dell'evento:

M/A - 1216965

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