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CLARA MOSCHINI

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Eurodrone: tecnologia anticollisione arriverà dagli Stati Uniti

Sviluppo farebbe ritardare i tempi e aumentare i costi di produzione

Uno studio tedesco di Iabg -presentato dal ministro della difesa Ursula von der Leyen in Parlamento- ha evidenziato la necessità di dotare il drone europeo Male (Medium Altitude Long Endurance) Rpas (Remotely Piloted Aircraft System) -sviluppato da Italia, Germania, Francia e Spagna- di tecnologie prodotte negli Stati Uniti affinché possa operare in totale sicurezza in uno spazio aereo in cui vi siano anche velivoli di linea. Una consulenza che arriva dopo la richiesta dello stesso governo di Berlino di valutare le misure necessarie per rendere "l'Eurodrone" capace di volare senza interferire con le normali operazioni dell'aviazione civile. L'Uav con compiti Isr (Intelligence, sorveglianza e ricognizione) ed eventualmente  da attacco al suolo, che vedrà come prime contractor Airbus, per poter essere utilizzato dovrà contenere una tecnologia che prevede le collisioni in volo che potrebbe arrivare dagli Stati Uniti, così da evitare una lunga e costosa progettazione direttamente in Europa che potrebbe far slittare la messa in produzione prevista per il 2025.

Una strada intrapresa anche dal Regno Unito nello sviluppo dei droni Protector RG Mk.1 -che sostituiranno gli MQ-9 Reaper in uso all'aeronautica (Raf, Royal Air Force)- per il quale ha acquistato il sistema anticollisione dalla statunitense General Electric. Una soluzione sul versante continentale dell'Europa andrà trovata, anche se sembra che sarà la stessa del Regno Unito.

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