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CLARA MOSCHINI

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Droni. Cosa cambierà con il nuovo regolamento Easa?

Principali novità su quelli ad uso ricreativo

Prosegue il processo di avvicinamento alla deliberazione del nuovo regolamento di implementazione per i droni (Uav, Unmanned aerial vehicle, aereo senza pilota a controllo remoto), che sarà approvato nel prossimo incontro dell'Easa (Agenzia europea per la sicurezza aerea) committee previsto per il 28 febbraio prossimo. Una volta che verrà dato il via libera il nuovo regolamento sarà tradotto in tutte le lingue dell'Unione europea per poi essere pubblicato, così da iniziare la sua piena applicazione, che occuperà circa 3 anni di tempo. Nel 2020 tutte le autorità nazionali dovranno adeguare la normativa a quella Easa, ed entro il 2023 ci sarà il cambio di regime prevedendo un maggior controllo sui droni e sugli operatori.

Oggi nella sede centrale di Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) sono stati illustrati i passi che porteranno all'introduzione e alla piena applicazione del nuovo regolamento Easa. I temi caldi, dopo l'introduzione del vice direttore generale Enac Alessandro Cardi, sono stati toccati dal responsabile della Funzione Organizzativa Coordinamento Omologazioni Enac Fabrizio D'Urso, che ha sottolineato come tutti i droni che usciranno dalle fabbriche dal momento dell'entrata in vigore del nuovo regolamento dovranno avere il marchio CE. Questo è uno dei motivi per cui ci vorrà un tempo tecnico di assestamento stimato in 3 anni, nel corso dei quali, però, gli Uav senza certificazione europea potranno continuare ad essere immessi sul mercato e utilizzati.

L'altro aspetto riguarda le categorie di utilizzo dei droni, soprattutto nelle modifiche apportata alla "open category" che comprende tutti gli aeromobili a controllo remoto dal peso inferiori ai 25 kg. Questi saranno suddivisi in tre specifiche sottocategorie. La prima -"A1"- riguarderà i droni di peso massimo minore di 250 g o 900 g (in questo caso con una velocità massima di 19 m/s e con un'energia minore di 80 J) e questi potranno essere utilizzati in volo sopra a persone non radunate in assembramento, ma per farlo l'operatore dovrà sostenere un corso ed un esame online.

La seconda categoria -"A2"- prevederà obblighi simili per chi è al controllo del drone, a cui andrà aggiunta un'autocertificazione sulle capacità di pilotaggio e un certificato di competenza emesso dall'autorità (o da una scuola di volo). Questo servirà per poter utilizzare Uav di peso inferiore ai 4 kg, i quali potranno volare a 50 metri orizzontali di distanza da persone (o a 5 m se provvisti di un limitatore di velocità a 3 m/sec). L'ultima sottocategoria prevista -"A3"- regolamenta tutti i droni fino a 25 kg di peso, i quali non potranno essere utilizzati in zone residenziali o sopra persone e per i quali è previsto che gli operatori svolgano un corso e un esame online.

Un modo questo che servirà per venire incontro alle aumentate richieste di sicurezza e di controllo dei droni e degli operatori da parte delle forze di polizia, da dove a più riprese è arrivata la richiesta affinché venissero regolamentati anche quelli utilizzati con scopi ricreativi.

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