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CLARA MOSCHINI

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Boeing: pressioni sui dipendenti per assemblaggio aerei B-787 Dreamliner?

Serie di denunce di difetti minori non segnalati e di oggetti lasciati nelle sezioni dei velivoli

Continuano a sorgere punti interrogativi e problemi per Boeing: in questo caso non si tratta dell'aereo B-737 MAX,  bensì dei B-787 Dreamliner. Stando a quanto riportato dal "The New York Times" in più di un centinaio di mail interne che riportano a documenti aziendali e federali emergerebbero una serie di denunce fatte dai lavoratori dello stabilimento di Charleston, nella Carolina del Sud, inerenti presunte pressioni ricevute volte a velocizzare la produzione del B-787. Questa "cultura della velocità piuttosto che della qualità" -riprendendo parole di alcuni dipendenti intervistati in forma anonima- ha fatto sì che non venissero segnalate delle violazioni e dei minimi difetti, così come ha portato i lavoratori addetti all'assemblaggio a non curarsi di possibili oggetti esterni lasciati negli aerei o nelle parti di questi. 

Un problema, questo, noto anche all'aeronautica statunitense (Usaf) che per ben due volte ha dovuto sospendere l'accettazione dei KC-46A Pegasus (vedi AVIONEWS) a causa dei Fod (Foreign Object Debris) trovati in alcune sezioni del velivolo, i quali avrebbero potuto causare danni alla struttura nel corso dei voli.

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