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CLARA MOSCHINI

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Raytheon e United Technologies vanno a nozze

Ne nascerà un colosso secondo al mondo dopo Boeing

Raytheon Company ed United Technologies Corp. hanno stipulato un accordo di fusione. Dal matrimonio nascerà un colosso nel campo  dell'aerospazio e della difesa. La fusione di Raytheon, azienda appunto della difesa, ed United Technologies, società aerospaziale che riunisce  Collins Aerospace e Pratt & Whitney, offrirà un portfolio complementare di tecnologie aerospaziali e di difesa indipendenti dalla piattaforma. Il soggetto congiunto che nascerà  si chiamerà Raytheon Technologies Corporation, offrirà altissima tecnologia e capacità di ricerca e sviluppo per fornire soluzioni innovative in linea con le priorità dei clienti e le strategie di difesa nazionali degli Stati Uniti e dei loro alleati. Dal matrimonio sono escluse Otis, che si occupa di ascensori, e Carrier, impresa di costruzioni e sistemi, che saranno scorporate  da United Technologies nella prima metà del 2020, prima che l'operazione finanziaria si compia.

La neonata da oltre 160 miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa, avrà ricavi annui per 74 miliardi, e sarà seconda al mondo dopo Boeing; inoltre  godrà di maggiori risorse e flessibilità finanziaria per supportare importanti investimenti in ricerca e sviluppo. Secondo i termini dell'accordo,  approvato all'unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società, gli azionisti di Raytheon riceveranno 2.3348 azioni dell'azienda congiunta per ciascun titolo azionario di Raytheon. Al termine della fusione, gli azionisti di United Technologies deterranno circa il 57% e quelli di Raytheon il 43% della società neonata.  La fusione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2020 subito dopo la separazione di Otis e Carrier.

Il nuovo soggetto potrà vantare nel suo portafoglio i missili Tomahawk, produzioni che andranno dai motori ai sedili per gli F-35 passando per i lanciatori e per i missili Patriot.

Queste nozze sono guardate con favore da Leonardo, il cui ad Alesssandro Profumo ha dichiarato: "Siamo clienti sia dell'uno sia dell'altro e dovremo capire che impatto ci può essere sui nostri rapporti di fornitura". Negli Stati Uniti siamo in un'altra categoria, ha continuato. Siamo un second tier, ovvero operatori di secondo livello. Detto questo, la concentrazione progressiva degli operatori di primo livello "aumenta il valore degli asset e quindi siamo anche contenti".

Non è dello stesso parere il presidente Trump, che come sempre si rivolge a Twitter per comunicare stavolta la sua perplessità, ed il suo timore che il matrimonio potrebbe tradursi in una maggiorazione dei costi per la Difesa americana: "Quando sento della fusione mi chiedo: ridurrà la concorrenza?".

CTim - 1222167

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