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CLARA MOSCHINI

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Nato: seminario per i 70 anni dell'Alleanza atlantica

Svoltosi nei giorni scorsi a Washington

Per segnare i 70 anni dell’Alleanza Atlantica, la Nato Defense College Foundation (Ndcf) ha creato un evento a Washington Dc., città dove nel 1949 i ministri degli Esteri di 12 Paesi hanno firmato il trattato fondativo della Nato. Il 27 giugno 2019, la Ndcf ha organizzato la conferenza di alto livello Nato at 70: Refocusing for Change? in collaborazione con l’Atlantic Council, Philip Morris International, Leonardo SpA, Mbda, il Nato Defense College e la National Defense University.

Il primo evento oltreoceano della Fondazione ha riunito tra i più rilevanti esponenti americani ed europei del decision shaping per discutere in due panel lo stato di salute attuale dell’Alleanza, l'evoluzione del panorama strategico mondiale e prospettive future per le politiche di sicurezza e difesa. A chiudere i lavori, l’ex-segretario di Stato Madeleine Albright.

L’ambasciatore Alessandro Minuto-Rizzo (presidente della Nato Defense College Foundation) ha dato il via alla conferenza sottolineando la necessità di approfittare di un anniversario tanto importante per riflettere sulle mutazioni profonde del panorama geopolitico globale e sugli adattamenti interni ed esterni che una grande alleanza quale la Nato deve mettere in atto.

Diverse volte nei lavori l'Italia è stata menzionata come elemento importante per la coesione interna all’Alleanza e come attore-chiave per affrontare i problemi della Regione Sud della Nato (instabilità, migrazione irregolare, terrorismo, traffici illegali).

Sul problema del burden sharing l'autorevole esperto Anthony Cordesman (titolare della Cattedra Arleigh A. Burke, Center for Strategic and International Studies) ha dichiarato chiaramente che il criterio del 2% è inutile, controproducente in termini di efficacia e politicamente dannoso. Servono nuovi parametri basati sulle capacità espresse e non sulla spesa nominale. 

Nonostante gli attacchi politici da diverse parti, oggi la Nato gode di un consenso del 75% tra gli americani e di cifre altrettanto positive tra gli europei. Allo stesso tempo, è innegabile che l’Alleanza debba ridefinire valori e obiettivi comuni, così come rivedere le sue strategie dopo l’ultimo Concetto strategico 2010.

A tal proposito, si è parlato in particolare di: considerare apertamente la questione della Cina; investire nelle dimensioni emergenti del cyber e dello spazio (competizione e deterrenza, protezione dei mezzi spaziali); dividere meglio i compiti strategici tra alleati in Europa e nell’Indo-Pacifico; avere marine di paesi europei in missione per affermare la libertà di navigazione nei punti caldi del Pacifico; allocare nuove risorse nei partenariati arabi ed asiatici, tra cui l’India. 

L’evento si è concluso con il discorso dell’ex-segretario di Stato Madeleine Albright, che ha ribadito ancora una volta la centralità dell’Alleanza Atlantica.

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