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CLARA MOSCHINI

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Stati generali spazio, sicurezza e difesa oggi a Napoli

Le prossime sfide per l’industria europea

I lavori sono aperti dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al quale sarà affidato anche l'intervento conclusivo nel pomeriggio. Diversi i rappresentanti per l'intera giornata

Il Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’Agenzia spaziale europea, l’Agenzia spaziale italiana ed il Comune di Napoli, organizza un evento ad alto livello dal titolo "Gli Stati generali dello spazio, sicurezza e difesa: le prossime sfide per l’industria europea".

I lavori, che si svolgono oggi venerdì 6 dicembre a Napoli nella sala dei Baroni del Maschio Angioino dalle ore 9:30 alle 18, sono aperti dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

A rappresentare il Governo, intervengono Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, Paola De Micheli, ministro per le Infrastrutture, Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, università e ricerca e Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega allo spazio.

Tra gli altri oratori istituzionali, sono previsti Johann-Dietrich Worner, direttore generale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, presidente della commissione Affari costituzionali e della conferenza dei presidenti delle commissioni del Parlamento europeo, il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell'Unione europea e Roberto Viola, direttore generale della Commissione europea.

I rappresentanti delle istituzioni europee ed italiane e delle agenzie spaziali italiana ed europea si confrontano con i vertici dell’industria del settore, tra cui il presidente e l’ad di Leonardo, Gianni De Gennaro ed Alessandro Profumo, l’ad di Fincantieri Giuseppe Bono, l’ad di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso e l’ad di Sitael, Matteo Pertosa.

Gli Stati generali si chiuderanno nel pomeriggio con l’intervento conclusivo del presidente Sassoli.

In un mondo sempre più dominato da giganti come Cina, Stati Uniti, Russia o India, l’Europa deve unire le forze per far fronte alle sfide che ha davanti, anche in termini di autonomia strategica. Il Parlamento europeo e la Commissione europea considerano le politiche per lo spazio, la sicurezza, la cyber sicurezza e la difesa settori nei quali un’azione a livello Ue ha un forte valore aggiunto, nell’interesse di cittadini ed imprese.

L’Europa deve rafforzare una propria indipendenza in tecnologie strategiche per la difesa e la sicurezza e una capacità autonoma nel settore dello spazio, collocandosi nel più ampio contesto transatlantico e proiettandosi anche nel futuro partenariato con il Regno Unito.

Negli ultimi anni, l’Unione europea ha completato la messa in orbita dei sistemi satellitari Egnos, Copernico e Galileo, prime infrastrutture fisiche europee, che nessuno Stato membro da solo sarebbe stato in grado di realizzare.

Le ricadute in termini industriali, d’innovazione, competitività, occupazione, nuovi servizi per cittadini ed imprese, su sicurezza, difesa, controllo delle frontiere, tutela dell’ambiente e protezione civile, sono straordinarie. Per questo l’Ue deve continuare ad investire in questo settore, dando seguito alla strategia spaziale europea e realizzando una vera e propria space economy.

Il Parlamento europeo ha da poco approvato il nuovo programma spaziale, proponendo una dotazione di 16 miliardi di Euro nel prossimo bilancio 2021/2027. Le politiche per lo spazio potranno anche beneficiare dei fondi per l’innovazione e la ricerca previsti nel programma Orizzonte Europa, per il quale la Commissione europea ha proposto una dotazione di 100 miliardi di Euro per il periodo 2021/2027, che il Parlamento europeo vuole portare a 120 miliardi di Euro.

Anche i settori della sicurezza, cybersicurezza e difesa possono trarre grandi benefici da maggiori sinergie con le politiche dello spazio. Attualmente, duplicazioni di mezzi e standard diversi rendono difficile una maggiore cooperazione tra Stati, aumentando le inefficienze ed i costi della difesa europea. Una maggiore integrazione, con un mercato ed un’industria della difesa e della sicurezza comuni, può generare forti economie di scala e una maggiore efficacia degli investimenti.

Per questo, il Parlamento europeo ha approvato un fondo europeo per la difesa, per il quale ha proposto una dotazione di 13 miliardi di Euro per il 2021/2027. Tale fondo, consentendo un’ampia partecipazione di industrie, centri di ricerca ed università, anche in termini di equilibrio geografico, servirà a promuovere la competitività, l’efficienza e l’innovazione, sostenendo azioni di collaborazione tra le industrie europee e lo sviluppo di prototipi.

red - 1226375

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