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CLARA MOSCHINI

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Coronavirus (4). Speranza, “Europa sia forte ed unita"

"Con scelte coraggiose insieme ce la faremo” dichiara a Bruxelles -VIDEO

L'aggiornamenti dei casi in Italia, Europa e nel mondo. Il nuovo coronavirus cambia nome, non più 2019-nCoV ma SARS-CoV-2

“L’Europa può e deve dare una risposta forte e coordinata per evitare la diffusione del virus tra le nostre comunità”. Queste le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto al Consiglio dei ministri della Salute Ue svoltosi oggi a Bruxelles. "Come si vede nella provincia di Hubei, ed in modo particolare nella città di Wuhan, la gestione sanitaria del virus è molto complicata una volta che la sua diffusione arriva a numeri significativi. Per i nostri studi, che abbiamo condotto in queste settimane, si può arrivare a un paziente su cinque, quasi il 20 per cento, che può avere bisogno di terapia intensiva e assistenza respiratoria. Sono numeri che possono mettere in difficoltà anche servizi sanitari nazionali importanti e solidi come quelli che ci sono in Unione europea”.

“Per questo dobbiamo oggi lavorare insieme –ha rimarcato il ministro- per prevenire la diffusione con tempestività e coraggio, con politiche di prevenzione. Noi, in Italia, abbiamo assunto misure rigorose seguendo il principio di massima cautela e massima precauzione. Abbiamo sospeso tutti i voli diretti da e per la Cina e abbiamo controlli serrati in tutti i porti ed aeroporti del nostro Paese”.

“Sento una doppia responsabilità, non solo per il mio Paese e l’Europa, ma anche per il continente africano, che è a noi molto vicino geograficamente –ha aggiunto Speranza-. I servizi sanitari nazionali sono molto più fragili di quelli europei e una potenziale diffusione del virus in quel pezzo di mondo potrebbe avere effetti molto gravi. Per queste ragioni io credo che l’Europa debba dare una risposta forte e unitaria, nel pieno sostegno del governo cinese, di cui apprezziamo il lavoro straordinario condotto in questi giorni e con cui dobbiamo avere la più stretta e la più piena collaborazione”.

“Dobbiamo mettere insieme i nostri migliori scienziati –ha concluso il ministro- anche rispetto alle sfide farmaceutiche che sono in campo, e rafforzare insieme le nostre politiche di prevenzione. Insieme sono convinto che possiamo e dobbiamo farcela. Ma in questo momento serve tanta prudenza, attenzione e molto coraggio”.

Il punto delle 16

Situazione casi confermati in Italia:

Tre casi confermati. L’ultimo è del 6 febbraio.

L'Istituto "Spallanzani" (Inmi) rende noto un bollettino medico alle ore 12 circa di ogni giorno sulle condizioni di salute dei pazienti ricoverati e sui test dei contatti monitorati.

Situazione casi confermati nel mondo

46.997 casi confermati per il nuovo coronavirus nel mondo dall'inizio dell'epidemia. Di questi, 46.550 casi confermati in Cina (34.874 solo nella provincia di Hubei).

Situazione casi confermati in Europa

46 casi confermati (incluse Russia e Gran Bretagna).

Il nuovo coronavirus cambia nome, non più 2019-nCoV ma SARS-CoV-2

Era stato chiamato provvisoriamente 2019-nCoV il nuovo coronavirus isolato in Cina all’inizio dell’epidemia. Nei giorni scorsi il virus ha però cambiato nome: l’International Committee on Taxonomy of Viruses (Ictv) ha classificato il nuovo coronavirus denominandolo Sars-CoV-2 ed è con questo nome che l'European Centre for Disease Prevention and Contro (Ecdc) si riferisce al nuovo coronavirus sul suo sito.

Individuato anche il nome per la malattia che deriva dall’infezione da Sars-CoV-2: il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato l’11 febbraio che è stata denominata ufficialmente COVID-19.

“Avere un nome è importante per impedire l’uso di altri nomi che possono essere inaccurati o rappresentare uno stigma”, ha spiegato Tedros. Dovevamo trovare un nome che non fosse di un luogo geografico, di un animale, di un individuo o di un gruppo di persone, che fosse pronunciabile e legato alla malattia”.

COVID-19 è l'acronimo di Co (corona); Vi (virus); D ('disease', malattia) e 19 (l'anno di identificazione del virus).

Sotto, il video diffuso dal ministero:


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