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Aerei. AeCI, Leoni, Coni e danaro da restituire: facciamo chiarezza?

Roma, Italia - Nonostante la condanna, la Legge Severino e l'interdizione dai pubblici uffici, il presidente è ancora al suo posto: perché?

Di quarantottomila Euro è la somma che il presidente Giuseppe Leoni dovrà restituire, al Coni. Leoni secondo la citata fonte, ha incasso tale somma di denaro per compensi che non erano dovuti. Si tratta di somme ulteriori rispetto al danno erariale di cui la Corte dei Conti ha intimato al presidente dell’AeCI la restituzione, e dei fatti che hanno convinto il Tribunale Penale di Roma a ritenere il medesimo colpevole del delitto di peculato. Nell’inerzia degli enti vigilanti, e del Coni, Leoni continua ad imperare con il tacito consenso del direttore generale dell’AeCI. Forse i due ignorano, oltre alle leggi attuative della “Severino”, che l’art. 347 del Codice Penale punisce chi arbitrariamente prosegue l’esercizio delle proprie funzioni dopo essere stato colpito da una causa di decadenza automatica dalla carica pubblica. Verosimilmente, l’accertamento operato dalla Digos di Roma presso l'AeCI era diretto a verificare la presenza dell’architetto Leoni presso la sede dell’Ente per istruire il fascicolo. Se ciò non bastasse, il Codice di Comportamento del CONI, all’art. 11 stabilisce perentoriamente che “sono immediatamente sospesi in via cautelare i componenti degli organismi delle Federazioni Sportive che sono stati condannati, anche con sentenza non definitiva, al delitto di peculato”. Si attende, anche sotto questo profilo che il Coni prenda una posizione decisa e coerente alla propria disciplina legale. Del resto, Leoni deve essersi abituato ad ignorare consapevolmente la disciplina del Coni. Lo dimostra il fatto che lo statuto dell’AeCI è stato ritenuto illegittimo da un Decreto del presidente della Repubblica Mattarella, proprio in quanto non conforme all’art. 16 dello Statuto del Coni. Nonostante il Decreto di Mattarella sia datato giugno 2015, in oltre un anno e mezzo l'architetto varesino è rimasto inadempiente all’obbligo di modificare lo Statuto dell’Ente, facendo finta che nulla sia accaduto. La conseguenza è ovvia: se si eleggesse un nuovo consiglio direttivo dell’AeCI, esso sarebbe eletto sulla base di un uno statuto illegittimo, e dunque l’elezione si risolverebbe essa stessa in un atto illegittimo. Si cadrebbe, insomma, in una spirale viziosa, con la conseguenza ultima che un’eventuale revisione decisa dal nuovo presidente sarebbe illecita , in quanto deliberata da un organo non conforme a quanto deciso dal decreto del presidente Mattarella. Ed allora non v’è altra soluzione se non il commissariamento dell’Aeci. Misteriosi i motivi di indugio nonostante sia nell'interesse sia del ministro Delrio che del presidente Malagò prendere le distanze da Leoni visti gli articoli apparsi sulla stampa. Nel frattempo Leoni si giustifica affermando di non avere poteri di spesa, ben sapendo di poter essere smentito da varie delibere riportanti la sua firma, già nelle nostre mani. Afferma inoltre che la “Severino” a lui non si applica, in quanto carica elettiva. Non deve essersi accorto che nel sito internet dell’AeCI è pubblicata una delibera del ministero dei Trasporti dalla quale si evince che la sua è una carica a nomina ministeriale... Oggi Ad oggi Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio non ha ancora deciso per il commissariamento dell'Aec d'Italia, nonostante la condanna per peculato del suo presidente Leoni a 3 anni di reclusione con interdizione dai pubblici uffici. Nel frattempo il presidente continua ad essere presente nella sede nazionale, pubblico ufficio, per l'appunto... Che aggiungere? Vedasi anche AVIONEWS 1, 2, 3, 4

nat/bru - 1201391

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