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Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

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Qualcuno volò sul nido del cuculo. Alitalia: pasticciaccio all’italiana

Per il vettore aereo, il periodo più tragico della sua esistenza

Alitalia vive il periodo più drammatico della sua esistenza ed il commissariamento, che poteva e doveva essere una leva importante almeno per un parziale risanamento, in realtà si sta rivelando una scelta che non risolve il problema.Vediamo perché, anche in considerazione delle scarsissime informazioni dell'azienda.

  • Nulla è stato fatto in sede di ristrutturazione dei costi, se non una revisione del contratto di fornitura di carburante limitatamente alla parte relativa all’handling che gravava su Alitalia, contratto in perfetto conflitto di interesse con le stesse banche che ne erano azioniste. I costi di esercizio del vettore aereo sono rimasti sostanzialmente  con l’aggravante che il licenziamento di molti dirigenti ha destabilizzato ancora di più i processi interni della compagnia. Sono stati invece assunti ulteriori dirigenti, legati a Gubitosi da precedenti esperienze lavorative, che nulla hanno a che vedere con l’aviazione. 
  • I commissari non hanno mai presentato alcuna relazione trimestrale come, invece, è previsto dalla legge sulle grandi aziende in amministrazione straordinaria, ed ancora a oggi nessuno conosce il bilancio relativo all’esercizio 2016 nè il vero patrimonio netto di Alitalia. 
  • In mancanza di una chiara strategia aziendale di risanamento sia i processi interni dell'azienda che la manutenzione vanno avanti più per inerzia e buona volontà degli addetti che secondo indicazioni chiare.
  • Chi dovesse oggi comprare Alitalia, compra un marchio il cui avviamento non è nella disponibilità dell’amministrazione straordinaria. Infatti, durante la gestione dei “Capitani Coraggiosi”, al fine di coprire i pessimi risultati economici, venne creata ad hoc una società denominata “Alitalia loyalty” su cui venne scorporato il vero tesoro di Alitalia, ovvero il Programma di fidelizzazione della clientela denominato Mille Miglia. La maggioranza di tale società venne poi ceduta agli arabi di Etihad che di fatto hanno acquisito in tal modo l’unico elemento di vero valore della compagnia. Alitalia loyalty, a differenza di Alitalia SAI, non è stata dichiarata insolvente, ovvero non è andata in default e quindi allo stato è di proprietà degli arabi e chiaramente non vi è alcun potere da parte dell’amministrazione straordinaria di vendere, quindi, il vero tesoro della compagnia, ovvero la fidelizzazione dei clienti, ovvero il proprio segmento di mercato. Considerando quindi che il vero valore di Alitalia è e rimane essenzialmente l’avviamento che, come evidenziato non è nella disponibilità del venditore, ecco spiegato l’arcano. Gli arabi di Etihad potrebbero riappropriarsi di Alitalia “ripulita” di tanti dirigenti e personale per pochi Euro e poi ricongiungerla alla Loyalty.

Siamo maliziosi ad ipotizzare questa possibilità? I commissari, e in particolare il loquace Gubitosi, potrebbero smentirci rispondendo a queste semplici domande:

In questo anno di commissariamento (di cui non si intravvede la fine)

- cosa è stato fatto sulla rinegoziazione dei leasing degli aeromobili?

- cosa è stato fatto per migliorare la gestione di acquisto del carburante, ed oggi, Alitalia quanto spende per il carburante?

- qual è la strategia di posizionamento di mercato reddituale?

- cosa è stato fatto per migliorare l’efficienza dei processi interni da sempre troppo costosi?

  • Sono state fatte le verifiche sulla congruità del valore dei permessi di decollo ed atterraggio (slot) sull’aeroporto di Heathrow, venduti, come scritto nel bilancio 2015, a 12 milioni di dollari cadauno quando è noto che altre compagnie aeree hanno venduto gli stessi slot nelle stesse bande orarie a circa 70 milioni di dollari ognuno? E in caso, sono state fatte le comunicazioni di legge nelle relazioni trimestrali?
  • Potrebbero i commissari informare i cittadini italiani, che stanno finanziando Alitalia con il prestito-ponte, sull’andamento economico-finanziario della compagnia, ovvero potrebbero spiegare come mai se, come da più parti dichiarato, non stati utilizzati i 600 milioni di Euro di soldi pubblici si è avuta la necessità dello stanziamento di un ulteriore prestito per 300 milioni di Euro di ulteriori soldi pubblici?
  • Possono i commissari sin da adesso escludere l’interesse di Etihad dall’acquisto degli assett di Alitalia?
  • Come mai ancora ad oggi non risulta nominato dal MISE il comitato di sorveglianza dei creditori? A cosa è dovuta questa anomalia, a dispetto di quanto previsto dalla legge?
  • E’ stata redatta la cosiddetta relazione ex art. 33 legge fallimentare che impone ai commissari/curatori di relazionare il giudice delegato, la Procura e i creditori sulle cause del dissesto?
  • Come mai illustri professionisti assunti da questa amministrazione straordinaria hanno accettato di far parte di una azienda che dovrebbe essere venduta in tempi brevi ad un operatore straniero che certamente nominerebbe in quei posti persone di sua totale fiducia. Quale è la logica di questi avvicendamenti?

Potremmo andare avanti con ulteriori domande, ma già rispondendo a queste i commissari potrebbero utilmente informare l’opinione pubblica.

Nat/BRU - 1210094

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