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Crash aereo Katmandu: vittime salgono a 51

Preoccupazione per la sicurezza aerea in Nepal

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Secondo quanto rende noto in queste ore il ministro degli interni nepalese Ram Bahadur Thapa ripreso dalla stampa locale, con il decesso di due feriti gravi (un bengalese ed un cinese) ricoverati in terapia intensiva per le gravissime ustioni riportate, sale a 51 il numero delle vittime dell'incidente occorso l'altro ieri 12 marzo ad un aereo Q-400 Dash-8 della compagnia bengalina US-Bangla Airlines, decollato da Dacca, Bangladesh, con 71 persone a bordo fra passeggeri e membri d'equipaggio, e precipitato all'atterraggio sull'aeroporto di destinazione, il Tia di Katmandu, Nepal. 

Compresa la donna emersa dai rottami a poche ore dall'incidente, sotto shock ma tutto sommato in condizioni fisiche buone, tutti i 20 sopravvissuti sono sottoposti a trattamento nei diversi ospedali di Katmandu, chi fuori pericolo, chi in condizioni stabili e chi in condizioni critiche, mentre le spoglie delle vittime saranno riconsegnate alle famiglie dopo l'autopsia, ha precisato il ministro.

Dopo una simile tragedia la Commissione nazionale per i diritti umani (Nhrc, National Human Rights Commission), ha espresso grande  preoccupazione per la sicurezza aerea in Nepal, ponendo un serio punto interrogativo sul perché le autorità nazionali preposte non siano ancora riuscite a migliorare la sicurezza dei cieli nepalesi. E sollecitato nel contempo  le autorità ad indagare sull'incidente aereo ed a prendere iniziative serie per ridurre o prevenire tali incidenti in futuro. 

Il velivolo precipitato andando completamente distrutto era un DHC-8-402Q Dash-8 -numero di registrazione  S2-AGU- il cui primo volo risaliva al 2001. Al momento dell'incidente la visibilità era scarsa. Dalla registrazione degli ultimi minuti di conversazione (pubblicata da AVIONEWS) tra la torre dell'aeroporto di Katmandu ed il comandante dell'aereo precipitato, si desume una gran confusione sull'approccio all'atterragio, se dal lato nord o da quello sud della pista, denominati rispettivamente pista 20 e pista 02. 

In molti sposano l'ipotesi del disorientamento del pilota quale causa dell'incidente. Ma US-Bangla Airlines difende a spada tratta il suo pilota reindirizzando le accuse verso la torre ed il controllore del traffico aereo.  Sulla vicenda vedasi notizie AVIONEWS collegate.


Nei video in basso, S2-AGU, il DHC-8-402Q Dash-8 di US-Bangla prima dell'incidente, in volo su Dacca, e l'approccio alla pista del Tia effettuato da un aereo di US-Bangla Airlines volo BS211, lo stesso della tragedia:







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