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Aerei. Relazione Wto conferma: illegali aiuti Ue ad Airbus

Il pronunciamento dell'organo di appello emesso ieri

Il 15 maggio l'organo d'appello (Appellate Body) del Wto (World Trade Organization) ha pubblicato la relazione sul caso "Comunità europee ed alcuni Stati membri - misure che incidono sugli scambi di grandi aerei civili (Lca, Large Civil Aircraft)- Ricorso all'articolo 21.5 del Dsu" (DS316).

Il 15 maggio 2018 il resoconto dell'organo di appello per la conformità è stata distribuita ai membri.

Riepilogo delle risultanze-chiave

Sovvenzioni A-350XWB: l'organo d'appello ha confermato le conclusioni del collegio che hanno portato alla precedente sentenza secondo le quali cui Airbus avrebbe pagato per l'A-350XWB LA/MSF un tasso d'interesse più basso rispetto al mercato, traendo conseguentemente  un vantaggio  conferito ai sensi dell'Articolo 1.1 (b), dell'accordo Scm. L'Appelate Body ha inoltre confermato le conclusioni del collegio secondo cui ciascuno dei contratti A-350WXB LA/Msf di Francia, Germania, Spagna e del Regno Unito costituisce una sovvenzione ai sensi dell'accordo Scm.

Sussidi vietati (sostituzione delle importazioni): l'organo d'appello ha convenuto con il collegio che il fatto che una sovvenzione debba essere inerente a beni  nazionali rispetto alle importazioni non può di per sé dimostrare che tale sovvenzione sia subordinata all'uso di beni nazionali rispetto ai beni importati, sia per legge che di fatto. L'organo d'appello si è occupato di una richiesta analoga negli Stati Uniti - "Conditional Tax Incentives for Large Civil Aircraft". Sulla base della sua analisi, l'Appellate Body ha confermato le conclusioni del collegio secondo cui gli Usa non erano riusciti a dimostrare che le sovvenzioni in questione erano inerenti beni d'importazione, vietati. Il collegio ha dunque respinto tale  la richiesta di sovvenzioni poiché proibite, e la sua decisione non ha avuto appello.

Obbligo di conformità ai sensi dell'articolo 7.8 dell'accordo Scm in merito alle sovvenzioni scadute: l'organo d'appello ha convenuto con l'Unione europea che ad un membro esecutivo non può chiesto di "ritirare" una sovvenzione che non esiste più, o di "rimuovere" gli "effetti" di tali sussidi inesistenti in quanto scaduti. L'Appellate Body pertanto non è d'accordo sul modo in cui il collegio  ha caratterizzato la portata dell'obbligo di conformità ai sensi dell'articolo 7.8 dell'accordo Scm. Piuttosto, dopo aver confermato le conclusioni del collegio sul fatto che alcune sovvenzioni LA/MSF erano scadute prima della fine del periodo di attuazione il 1° dicembre 2011, l'organo d'appello ha constatato che l'Unione europea non aveva nessun obbligo di rispettare tali sussidi. L'Appellate Body ha sottolineato che la domanda pertinente ai fini di tali procedimenti di conformità sarebbe dovuta essere un'altra, e cioè  se le sovvenzioni esistenti nel periodo successivo alla realizzazione (ossia dopo il 1° dicembre 2011) avrebbero causato effetti negativi.

Effetti avversi: l'Appellate Body ha confermato le conclusioni del collegio sul reclamo per effetti negativi presentato dagli Stati Uniti; effetti avversi in relazione a prodotti  dei mercati Lca, Large Civil Aircraft, ovvero i mercati globali per grandi aerei civili a corridoio singolo, a corridoio doppio e gli aeromobili di grandi dimensioni, o Very large aircraft. L'organo d'appello ha quindi concentrato il proprio esame sull'analisi e sulle conclusioni del collegio in merito agli effetti delle sovvenzioni esistenti nel periodo successivo all'implementazione, vale a dire essenzialmente le sovvenzioni all'A-380 LA/MSF e all'A-350XWB LA/MSF. Lo stesso organo è in disaccordo con l'affermazione dell'Unione europea secondo cui il collegio ha commesso un errore nella sua analisi relativa agli "effetti sul prodotto" di tali sovvenzioni, ossia gli effetti di tali sovvenzioni sulla capacità di Airbus di portare sul mercato l'A-380 e l'A-350XWB. Piuttosto secondo il parere dell'organo d'appello le conclusioni del collegio, nonché i risultati pertinenti del procedimento originale, stabiliscono che le sovvenzioni LA/MSF esistenti nel periodo post-implementazione hanno consentito ad Airbus di procedere con il lancio tempestivo dell'A-350XWB e di portare sul mercato l'A-380, e che entrambi gli eventi sono stati fondamentali per rinnovare e sostenere la competitività di Airbus nel periodo post-implementazione. Successivamente l'organo d'appello ha esaminato se gli "effetti sul prodotto" delle sovvenzioni LA/MSF -esistenti nel periodo post-implementazione, alla luce della concorrenza nei mercati dei prodotti rilevanti come determinato dal collegio- sostenevano le conclusioni che i sussidi LA/MSF hanno causato effetti negativi sotto forma di significative vendite perse, spostamenti ed impedimenti del mercato Lca negli Stati Uniti.

Conclusioni: in base al suo esame dell'analisi del collegio, l'organo d'appello ha infine confermato le conclusioni del collegio stesso: in merito alle vendite significative perse nei mercati degli aerei a corridoio doppio (in cui Airbus e Boeing vendono prodotti delle famiglie A-330, A-350XWB, B-767, B-777 e B-787) e a quelle perse, ugualmente significative, ed agli impedimenti, nei mercati degli aerei di grandi dimensioni Vla (A-380 e B-747), l'Ue non ha rispettato le raccomandazioni e le decisioni del Dsb nella disputa originale, in quanto  i sussidi precedenti erano scaduti. L'organo d'appello tuttavia non ha confermato le conclusioni del collegio in merito al dislocamento di questi due mercati, o alla sua constatazione di impedenza nel mercato a corridoio doppio. Per quanto riguarda il mercato degli aeromobili a corridoio singolo (in cui competono A-320 e B-737), l'organo d'appello ha osservato che le conclusioni del collegio hanno riguardato principalmente gli effetti delle sovvenzioni scadute prima del 1° dicembre 2011 (periodo entro il quale l'Ue era  obbligata a rispettare le raccomandazioni e le decisioni del Dsb nella disputa originale). L'Appellate Body non era convinto che l'analisi del collegio a tale riguardo fornisse una base sufficiente per appurare se le sovvenzioni fornite ad Airbus continuavano a causare effetti negativi sul mercato degli aeromobili a corridoio singolo.

Su questa base, in relazione alle sovvenzioni esistenti nel periodo post-implementazione, l'organo d'appello ha confermato -anche se per ragioni diverse- le conclusioni del collegio che "continuando a violare gli articoli 5 (c) e 6.3 (a) ), (b) e (c) dell'accordo Scm" nella misura in cui sono interessati i mercati Lca e Vla a corridoio doppio, "L'Unione europea ed alcuni Stati membri non hanno rispettato le raccomandazioni e le decisioni del Dsb e ... l'obbligo ai sensi articolo 7.8, dell'accordo Scm  "Ad adottare le misure appropriate per eliminare gli effetti negativi o ... ritirare la sovvenzione"; e che "nella misura in cui l'Unione europea ed alcuni Stati membri non hanno rispettato le raccomandazioni e le decisioni del Dsb nella controversia originaria, tali raccomandazioni e decisioni rimangono operative".

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