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Summit Nato, riconosciuta la minaccia proveniente dal Mediterraneo

Occhi puntati sulla Russia, ma intanto l'hub di Napoli diventerà presto operativo

Nonostante le divergenze che erano emerse nelle ore precedenti il summit di Nato di Bruxelles alla fine un accordo generale è stato trovato. L'Italia può essere soddisfatta dei risultati ottenuti perché è stata riconosciuta ufficialmente la minaccia proveniente da sud, strappando l'impegno dell'Alleanza atlantica ad intraprendere iniziative politiche e di cooperazione nei confronti dei Paesi del nord Africa. Nei documenti finali del summit di ieri si legge infatti che la Nato continuerà a lavorare per la stabilità dei Paesi della sponda sud -oltre che di quella orientale- del Mediterraneo, dichiarando inoltre "la piena operatività dell'hub regionale di Napoli" che sarà necessario per contribuire a comprendere e a studiare le sfide e le minacce regionali, oltre che le opportunità per la Nato in questa parte del mondo che era stata un po' accantonata negli anni.

Rimane comunque secondaria come minaccia percepita rispetto a quella posta dalla Russia, contro la quale è stata ribadita la condanna per l'annessione della Crimea confermando le politiche espresse dalla Nato dal momento in cui è scoppiata la crisi in Ucraina. Nonostante questo la speranza è sempre quella di riprendere un dialogo con Mosca per minimizzare il rischio di incidenti militari che potrebbero essere pericoloso per la sicurezza globale. La "grande" assente dal documento è la Cina, che nonostante la crisi con gli Stati Uniti dovuta all'imposizione dei dazi commerciali non viene evidentemente percepita come una minaccia alla sicurezza della Nato in quanto alleanza militare.

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