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Tempest: due anni per trovare partner al progetto

L'Italia tra le opzioni principali vista la partecipazione di Leonardo

Dopo la presentazione del Tempest sarà necessario trovare dei partner internazionali per poter ricevere ulteriori finanziamenti e partecipazione nella ricerca e nello sviluppo dell'aereo di nuova generazione britannico. In un'intervista del "Sole 24 Ore" Norman Bone -ad di Leonardo Mw nel Regno Unito e della divisione cyber di Leonardo- ha espresso la necessità di trovare dei Paesi disponibili a partecipare al fianco dell'industria britannica in questo progetto, sondando il terreno con Svezia, Germania -nonostante partecipi anche al progetto Fcas con la Francia-, Italia e Giappone. Compito che dovrà essere svolto in questi due anni, come riferito dallo stesso Bone.

L'Italia come scritto ieri da AVIONEWS è fuori al momento da questo progetto così come non ha mai espresso un interesse ufficiale verso quello franco-tedesco, cosa che la pone in una situazione che necessita di una decisione a breve termine per evitare che resti tagliata fuori in futuro. La scelta più logica a rigor politico sarebbe quella europea, ma tra Italia e Regno Unito ci sono molti più punti di contatto -sia per quanto riguarda gli aerei utilizzati sia per le industrie- e per questo decidere di partecipare al progetto Tempest potrebbe rappresentare l'idea migliore.

Anche perché Leonardo già partecipa al programma, per il quale progetterà l'avionica e l'aspetto missilistico -attraverso la partecipazione per il 25% in Mbda-. Una decisione probabilmente arriverà abbastanza presto, anche perché i tempi per lo sviluppo sono relativamente lunghi visto che l'idea sarebbe quella di farlo diventare operativo subito dopo il 2030, ovvero tra "soli" 12 anni.

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