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CLARA MOSCHINI

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Il futuro di Leonardo nelle mani di Fincantieri

Profumo e il suo countdown

Leonardo e Fincantieri, due aziende con interessi diversi che rischiano di diventare concorrenti nell’ambito della difesa. L'accordo siglato -e in attesa di essere approvato dai rispettivi governi- tra Fincantieri e Naval Group (Ng) darà al Gruppo triestino una spinta e un potere maggiore anche in ambito militare, uscendo dalla pura e semplice cantieristica navale; l'obiettivo dei due gruppi sarebbe quello di creare una "Airbus del mare" che farebbe nascere un colosso industriale da 10 miliardi di ricavi e 120 mila dipendenti nei due Paesi. Fincantieri potrebbe così anche sedersi al tavolo della difesa europea come azienda principale e trainante dell’Italia.

Leonardo in tutto ciò rimarrebbe a guardare senza alcuna possibilità di collaborare nei progetti, visto che in Ng è presente come azionista per il 35% Thales -azienda aerospaziale francese rivale di quella italiana- che ha tutte le capacità di dotare le navi militari di armi e dell’elettronica necessaria. Una presenza che sarà rinforzata anche da  Vitrociset -recentemente acquisita da Fincantieri- un'azienda che lavora nell'ambito dell'informatica e delle alte tecnologie per la difesa.

Così facendo per Leonardo il settore degli armamenti e dell’elettronica navale diventerebbe inaccessibile, ma il rischio vero è proprio sarebbe quello di rimanere fuori anche da eventuali progetti di integrazione industriale europea, o quanto meno di non poter essere un attore protagonista. Per questo è necessaria una nuova strategia che porti a maggiori investimenti tecnologici e ad un nuovo organigramma societario. Prima di tutto -come anticipato da AVIONEWS e riportato oggi anche da “Il Fatto Quotidiano”- andrà individuato il nome del nuovo amministratore delegato che sostituirà Alessandro Profumo, e il nome più accreditato fino ad ora sembrerebbe  sia quello di Gian Piero Cutillo. L’attuale capo della Divisione elicotteri -vera anima trainante di Leonardo nonostante la concorrenza di Airbus Helicopters- potrebbe avere dalla sua l’appoggio della Lega -da sempre forte nel varesino- che nella “spartizione” delle aziende con l’alleato di Governo -che ha nominato l’ad di Ferrovie dello Stato- potrebbe esprimere il nome del nuovo ceo di Leonardo. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio e numero 2 della Lega, che ha delle “simpatie” in Leonardo potrebbe spingere sul nome di Cutillo?

Se questo dovesse accadere sarebbe la conferma anche della “sponsorizzazione” di Raffaella Luglini -nuovo Chief Stakeholder Officer- che come scritto da AVIONEWS potrebbe avere dei “benefici di carriera” (direttore generale?) da questa possibile nomina.

Certo è che se alla fine il nome dovesse essere “promosso” dal Carroccio gli orizzonti per Leonardo potrebbero cambiare, perché il prossimo anno anche Giuseppe Bono -ad di Fincantieri- andrà sostituito aprendo la strada magari a una possibile strettissima sinergia tra le due aziende, che potrebbe seguire le volontà governative di rafforzare l’industria nazionale italiana. Ma questo può essere possibile solo nel medio termine; intanto ciò che serve a Leonardo è la nomina di un nuovo ad e soprattutto nuovi investimenti per rilanciarla.

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