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Brexit (2): governo si aspetta riconoscimento sulla sicurezza aerea

Problemi maggiori potrebbero esserci per il trasporto merci

A più riprese dal Regno Unito hanno detto che è improbabile lo scenario che vede il Paese lasciare l'Unione europea senza aver siglato prima un accordo, soprattutto perché entrambi hanno molti interessi in comune specialmente negli ambiti relativi alla sicurezza. Ciò nonostante il governo guidato da Theresa May sta preparando i piani di emergenza dal momento che la data del 29 marzo 2019 si avvicina velocemente, e non essendo stati fatti grandi passi in avanti nei negoziati il rischio concreto è che le previsioni iniziali di una "soft Brexit" vengano totalmente smentite. Ieri sono stati pubblicati dal governo e dai vari ministeri studi specifici per ogni settore che sarà interessato dall'uscita dall'Ue, tra cui quello della sicurezza e del trasporto aereo, attualmente basati sui regolamenti europei garantendo norme comuni a tutte le compagnie aeree e a tutti i passeggeri degli Stati membri.

Ciò che viene assicurato dal dipartimento dei trasporti è che dopo l'uscita dall'Ue, nel Regno Unito -qualora non venisse trovato un accordo- non cambierà nulla in materia di sicurezza dal momento che i regolamenti e le procedure esistenti saranno mantenute nella legislazione nazionale, dando modo al Paese di avere già un solido sistema di sicurezza considerato  tra i migliori nel mondo. Visti gli standard attuali del Regno Unito sarebbe quindi impensabile una decisione europea di non riconoscerlo immediatamente come equivalente, anche perché in quel caso si creerebbero delle situazioni di disagio per i passeggeri e per le merci in transito. Per i primi infatti si avrebbe la stessa situazione di quelli che arrivano ora da Paesi extra-Ue, quindi nel caso di scalo verrebbero sottoposti al controllo sia dei documenti sia a quelli di sicurezza del bagaglio, allungando di fatto i tempi di permanenza a terra; questo succederebbe però soprattutto negli aeroporti degli Stati Ue dal momento che in quelli britannici già ora chi effettua uno scalo -indifferentemente dalla sua provenienza- viene sottoposto a controlli aggiuntivi di sicurezza.

L'altro problema riguarderebbe le merci, perché l'attuale regime denominato Acc3 vede il Regno Unito responsabile della concessione a 37 compagnie aeree al mondo per contro dell'Ue, dal momento che queste soddisfano appieno i requisiti relativi alle procedure di sicurezza da seguire in ogni aeroporto utilizzato prima di decollare verso un qualsiasi scalo europeo. Il Regno Unito intende riconoscere la sicurezza delle merci in arrivo dall'Ue, nella speranza che la decisione sia reciproca poiché altrimenti potrebbero venirsi a creare dei problemi pericolosi per il regolare approvvigionamento degli Stati e per lo svolgimento dei collegamenti aerei. 

Il settore dell'aviazione civile, ma in generale quello dei trasporti sarà uno degli aspetti più importanti nei prossimi mesi nel corso delle trattative per siglare un accordo per la Brexit. Se questo però non dovesse arrivare sembra abbastanza logico che l'Unione europea riconoscerà gli standard di sicurezza elevati presenti nel Regno Unito; anche perché sin dall'anno di adesione alla Comunità economica europea nel 1973 non ci sono mai state problematiche rilevanti che hanno messo in dubbio la sicurezza del trasporto aereo britannico.

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