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CLARA MOSCHINI

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L'insolvenza di Alitalia secondo i tedeschi

Attendismo che nuoce al vettore aereo

Il futuro del mercato del trasporto aereo in Italia si deciderà a breve termine, soprattutto a fine mese con la scadenza dell'amministrazione straordinaria di Alitalia e a dicembre con quella del prestito ponte emesso nella precedente Legislatura a beneficio della compagnia aerea -sul quale l'antitrust Ue sta indagando per eventuali aiuti di Stato. La politica dell'attuale Governo sembra essere chiara, ovvero: affidare la maggioranza ad una o ad un gruppo di aziende italiane e la parte minoritaria delle azioni ad un unico investitore privato straniero, possibilmente statunitense o cinese. I primi dovrebbero gestire l'aviolinea e studiare le strategie per il rilancio, i secondi dovrebbero finanziare il rinnovo della flotta soprattutto per quel che riguarda gli aerei a lungo raggio per i quali servirà "mettere mano al portafoglio" per acquistare velivoli di nuova generazione. Un po' quello che sta facendo Qatar Airways con Air Italy che entro il 2022 avrà 47 aerei in più di cui 30 Boeing B-787 Dreamliner per i collegamenti di lungo raggio, creando un'ulteriore bacino di concorrenza per la "nuova" Alitalia, che dovrebbe puntare soprattutto su quelle tratte dal momento che sono quelle più redditizie. 

In tutto ciò quella che sembrava essere la candidata numero 1 all'acquisizione dell'ex-compagnia di bandiera, ovvero Lufthansa sta cambiando la propria rotta nei confronti dell'Italia preferendo -come riporta "Handelsblatt"- investire 100 milioni di Euro sulla piccola Air Dolomiti, che acquisterà 20 nuovi aerei regionali Embraer E-195, i quali dall'aeroporto di Verona proveranno a fare ulteriore concorrenza nel settore del corto raggio. Il piano che aveva il Gruppo tedesco però per Alitalia non rispecchiava i principi per i quali continuano a "battersi" gli esponenti di Governo, dal momento che Lufthansa avrebbe ristrutturato totalmente l'aviolinea licenziando quasi 3000 dipendenti e puntando sul medio raggio. Una soluzione che per l'ex-ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda sarebbe stata la migliore, non tanto per la perdita di posti di lavoro -vista ovviamente come un danno- quanto per le prospettive di rimanere operativa essendo inserita in un Gruppo solido e potente nel trasporto aereo. 

L'attendismo e la debolezza attuale di Alitalia, per la quale non si sa quale formula verrà trovata alla fine dal Governo, non fa bene alla compagnia aerea che rischia di rimanere schiacciata dalla concorrenza interna sul lungo raggio portata da Air Italy, da quella sul medio raggio di Ryanair -che nell'ultimo anno ha aumentato la sua presenza in Italia del 25%- e sul corto raggio da Air Dolomiti, che ha alle spalle proprio Lufthansa.

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