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Ue: accordo per sanzionare chi effettua attacchi cyber

Intesa raggiunta tra i 28 Paesi membri nel Consiglio europeo

Due settimane dopo la rivelazione olandese di aver sventato un attacco cyber da parte del servizio segreto militare russo, ieri i Paesi dell'Unione europea (Ue) hanno deciso di permettere al Consiglio di sanzionare chi sarà giudicato responsabile di attacchi cibernetici. La decisione prima di diventare ufficiale e di poter trovare una sua applicazione contro Stati, individui o aziende dovrà essere votata da ognuno dei 28 Stati membri dell'Ue. L'annuncio dell'accordo è stato reso noto dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk nella conferenza-stampa di chiusura del vertice, in un intervento nel quale ha assicurato che "questo regime sanzionatorio proteggerà i nostri cittadini, le nostre società e le istituzioni da ogni minaccia cibernetica". Una presa di posizione decisa e necessaria dal momento che gli attacchi informatici sono in costante aumento, e vengono perpetrati sia da parte di organizzazioni criminali o individui sia dagli Stati "rivali". 

Una misura che rischia di rimanere solamente sulla carta per due motivi. Il primo di carattere "diplomatico" poiché come detto ogni Paese dovrà recepire questa decisione per poter stilare in concordia con gli altri Stati membri una norma europea vera e propria; il secondo di carattere "politico" visto che per poter essere applicate le sanzioni dovrebbero essere votate all'unanimità. Il rischio concreto è che essendo la Russia la principale fonte di attacchi informatici, alcuni Paesi e Governi potrebbero rifiutarsi di aprire un nuovo fronte di scontro con Mosca. 

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