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Associazioni italo-francesi industria cantieristica firmano piano d'azione

Cinque aree-chiave denominate "Visioni"

Nel corso della mostra internazionale "Euronaval" (23-26 ottobre a Parigi) ed il giorno dopo l'annuncio della cooperazione franco-italiana nell'industria navale (AVIONEWS), le associazioni italiane e francesi della cantieristica, Assonave e Gican, hanno firmato un piano d'azione comune Rdi (Research, Development, Innovation) per la costruzione navale e la fornitura di navi. Questo documento svolge il compito affidato alle due associazioni durante il vertice di Lione del 27 settembre 2017 tra il capo dello Stato francese ed il primo ministro italiano ed individua le tecnologie-chiave che l'industria cantieristica dovrebbe sviluppare nei prossimi 10 anni ed oltre per rimanere un passo avanti alla competizione asiatica.

L'industria "European Maritime Technology" è attualmente riferimento mondiale nella costruzione di navi di fascia alta dotate di sofisticate attrezzature marittime sia per scopi civili che navali, grazie ai continui investimenti in Rdi. Il settore europeo delle tecnologie marittime comprende oltre 300 cantieri navali e 22.000 fornitori di attrezzature ed impiega oltre 900.000 persone qualificate, per un valore di produzione annuale di 112,5 miliardi di Euro. Una parte consistente di questi numeri sono generati nei due Paesi europei (dati Sea Europe).

La costruzione navale è un settore strategico non solo per l'Italia e la Francia, ma anche per l'Europa. La leadership è attualmente sotto attacco da parte dei principali Paesi asiatici della costruzione navale e richiede elevati investimenti in Rdi da salvaguardare nel prossimo futuro, oltre ad un forte sostegno governativo a questi investimenti. Questo è il motivo per cui le due Associazioni hanno definito cinque aree-chiave, denominate "visioni", in cui concentrare i fondi principali: Green Ship (soluzioni efficienti e sostenibili per le navi ad impatto ambientale); Smart Ships (introduzione di tecnologie che migliorano efficacemente a bordo servizi, sicurezza); navi autonome (un percorso verso una unità completamente autonoma); infrastrutture Smart Off-shore (soluzioni che consentono lo sviluppo della Blue Economy); Smart Yard (soluzioni che migliorano produttività, qualità, efficienza e sicurezza nel processo di produzione completo della nave). Per ogni "visione" sono stati definiti "tecnologie abilitanti" ed "obiettivi tecnici" per il 2030 e per il 2050. Questa tabella di marcia è pienamente in linea con l'agenda europea, in particolare i lavori in corso per FP9 e per il Fondo europeo di difesa (Edidp per lo sviluppo e Edrp per la ricerca). In tale quadro, questa roadmap comune apre nuove duplici opportunità di cooperazione civile e militare per le aziende francesi ed italiane, anche in sinergia con gli accordi paralleli tra Naval Group e Fincantieri.

Entrambe le aziende ora proporranno il loro piano d'azione Rdi alle altre associazioni marittime europee per arrivare ad un ambizioso progetto in tale ambito in grado di sviluppare l'industria a livello continentale.

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