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AVIONEWS visita agli stabilimenti di Thales Alenia Space

In vista della messa in orbita degli ultimi 3 satelliti della costellazione O3b -VIDEO

Fervono i preparativi agli stabilimenti di Roma di Thales Alenia Space (Tas) in vista del 26 marzo 2019, data della messa in orbita tramite il razzo vettore Soyuz degli ultimi 4 satelliti della costellazione O3b che garantiranno le telecomunicazioni nella fascia di Terra compresa tra i due tropici, dove le infrastrutture sono carenti. Un importante successo per l'azienda (jv tra Thales al 67% e Leonardo al 33%) che -come ha spiegato l'ad di Thales Alenia Space italia Donato Amoroso- ha nelle "telecomunicazioni il settore chiave dell'azienda, che occupa la maggioranza degli ordini annuali". Inoltre, Tas lavora anche nello sviluppo, progettazione e realizzazione dei satelliti "per la difesa, per il monitoraggio del clima terrestre e per l'esplorazione spaziale, sia per quel che riguarda i satelliti sia i lander e i rover inclusi nei programmi dell'Agenzia spaziale europea (Esa)", ha spiegato Amoroso.

Stewart Sanders, vicepresidente esecutivo di Ses, ha spiegato invece il valore aggiunto della costellazione O3b rispetto alle concorrenti, poiché "non essendo geostazionaria permette di connettere una parte maggiore di mondo ad un costo minore, essendo necessari un numero minore di satelliti che possono essere anche meno potenti". L'obiettivo attuale è quello di fornire servizi di telecomunicazione ad alta velocità (assimilabile alla fibra ottica) a quanti più clienti possibili, anche se la fornitura non è diretta ma passa attraverso un gateway terrestre che, tramite cavo, distribuisce la linea alle centraline per permettere la connessione diretta in rete. "Questo -spiega Sanders- permette di portare internet ovunque e non significa solo Facebook, Twitter o Netflix, ma anche e soprattutto connessioni veloci e affidabili alle infrastrutture, agli ospedali e ai centri governativi".

Vedendo da vicino 3 dei 4 satelliti O3b -situati nel sito di assemblaggio dove vengono ultimati, testati e integrati tutti i satelliti di Tas- che saranno mandati a circa 9000 km dalla Terra si comprende come sarà possibile svolgere questo compito, dal momento che sopra la struttura, che ha al suo interno tutti i sistemi elettronici e meccanici che ne permettono il funzionamento e il posizionamento esatto, sono presenti 12 antenne che fungono sia da trasmittente che da ricevente, e il movimento di ognuna di queste è svincolata dall'altra garantendo così una copertura ampia della zona. Inoltre i satelliti sono costruiti su "sarcofaghi" standardizzati per l'O3b in modo tale da ridurre al minimo i tempi e i costi di produzione, così da metterli in orbita con una certa regolarità anche se -per il momento- questi saranno gli ultimi dal momento che la costellazione sarà completata.

Sotto, il video della visita di AVIONEWS:

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