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"Difesa collettiva" (2): convegno per diffondere la cultura della sicurezza

democratizzazione, costituzione, trasformazione e innovazione i temi

Oggi nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati si è svolto il primo evento orientato alla divulgazione e alla diffusione della cultura della difesa e della sicurezza, in un convegno dal titolo: "Difesa collettiva: le figure di vertice". Un incontro che ha visto partecipare il presidente della Camera Roberto Fico, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, i sottosegretari di Stato alla Difesa Raffaele Volpi ed Angelo Tofalo (organizzatore dell'evento), il capo di Stato maggiore della Difesa generale Enzo Vecciarelli e il presidente della Scuola superiore della magistratura Gaetano Silvestri; questi alla presenza di una folta platea composta da deputati, senatori, vertici delle Forze Armate e dei Servizi di intelligence (Aisi, Aise e Dis), hanno illustrati i compiti, le prerogative e le prospettive future della Difesa italiana.

Ad aprire i lavori è stato Roberto Fico che si è auspicato alla "democratizzazione della Difesa affinché questa possa guardare alla sicurezza internazionale tramite politiche preventive, che dovrebbero essere orientate al controllo della vendita degli armamenti e al contrasto della proliferazione di armi di distruzione di massa". Un pensiero basato sul fatto che "mai nella storia 2 Stati pienamente democratici si sono combattuti in guerra", ha continuato Fico focalizzando il suo discorso anche sull'Unione europea (Ue) che deve "diventare un avamposto per i diritti e per il rispetto dell'ambiente, tramite il potenziamento di quella che deve diventare una politica estera comune propedeutica ad una Difesa comune".

A seguire è intervenuto il professore Gaetano Silvestri che ha illustrato il ruolo e le prerogative del presidente della Repubblica in quanto comandante supremo delle Forze Armate, e come la sua figura si rapporti con la Costituzione e con gli altri organi costituzionali, quali il Parlamento, il Governo, la Corte costituzionale e la Magistratura. Così come l'intervento del ministro Elisabetta Trenta si è focalizzato sul ruolo del suo dicastero, toccando però anche il progetto in seno al Governo di modificare l'approccio alla sicurezza trasformandola in una "sicurezza collettiva". Per far questo è "necessario -ha spiegato la Trenta- rendere sistema il rapporto tra Difesa e civile, così da gestire al meglio ogni possibile situazione in futuro, avviando un processo inter-dicasteriale per gettare le basi ad una collaborazione rafforzata tra le vari amministrazioni dello Stato". 

Una soluzione, questa, che aumenterebbe le capacità di coordinamento in caso di crisi ma, come dichiarato dalla Trenta, darebbe modo di "razionalizzare gli acquisti, condividendo i sistemi utilizzati e condividendo i dati e le informazioni raccolte". Un obiettivo raggiungibile anche dando un maggior impulso all'industria della difesa affinché "sviluppi armamenti a duplice uso", anche perché "per il Governo è fondamentale tutelare l'asset strategico che è questo settore", ha chiosato il ministro. Aziende che sono tra la forza motrice dell'Italia dal momento che, ha spiegato Raffaele Volpi, da sole "producono l'1% del Pil nazionale fatturando 14 miliardi di Euro l'anno; e anche per questo è necessario che la politica dia il pieno supporto". Una questione che non è solamente economica o tecnologica, ma vale è anche legata a "quello che è l'interesse nazionale su proiezione globale".

L'altro sottosegretario, Angelo Tofalo è invece tornato sulla questione dell'Ue, ribadendo il suo pieno favore e supporto alla nascita di un'unica industria della Difesa europea "sulla falsa riga di quanto è stato fatto per l'Eurofighter". Tavolo di lavoro che è ancora aperto e nel quale, ha dichiarato Tofalo "Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito stanno parlando per ragionare sulla costruzione di un unico aereo di sesta generazione che permetterà sia di rimpiazzare i Typhoon sia di accrescere la collaborazione e le competenze tecnologiche". Tecnologia che è alla base anche del più moderno velivolo acquistato dal nostro Paese, ovvero il Lockheed Martin F-35 che, ha continuato Tofalo, "ha delle capacità software e di sistema migliori al mondo, e se da un lato è normale farsi i conti dall'altro è obbligatorio dotarsi di queste tecnologie per mantenere l'Aeronautica militare e l'Italia stessa tra i primi al mondo".

In conclusione il generale Enzo Vecciarelli ha ripreso il titolo dell'evento spiegando come sia "necessario che ci sia una maggior comprensione di quello che è la Difesa da parte della società civile", perché darebbe modo di comprendere e di seguire "le Forze Armate in un processo di modernizzazione tecnologica e industriale del Paese".

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