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Esercito: inaugurati i Campionati sciistici delle truppe alpine 2019

Alla presenza del ministro Trenta e delle autorità militari

L’accensione del tripode in piazza del Magistrato a San Candido in Pusteria ha dato ufficialmente avvio ieri alla 71esima edizione dei Campionati sciistici delle truppe alpine. Presenti alla cerimonia il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, accompagnata dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher, il commissario di Governo di Bolzano Vito Cusumano ed i sindaci dei quattro comuni ospitanti la manifestazione.

Nati nel 1931 per valutare l'addestramento dei soldati da montagna, i Casta si sono evoluti nel tempo fino a diventare un importantissimo momento addestrativo e un’occasione di condivisione di tecniche alpinistiche con uno sguardo sempre più attento alla sicurezza che, nell’edizione 2019, vedrà impegnati oltre 2000 militari; in tale contesto il plotone del 7° Reggimento Alpini di Belluno ambisce a vincere per il terzo anno consecutivo il prestigioso Trofeo Buffa.

“Oggi, come ieri, uomini e donne in uniforme si ergono a baluardo della salvaguardia degli irrinunciabili valori di democrazia e libertà; i Casta sono una competizione che dimostra i valori collettivi riferiti alle capacità di sopravvivenza, mobilità ed efficienza operativa di intere unità in ambiente montano, coniugandoli alla componente sportiva e del mantenimento della forma fisica, che sono princìpi fondamentali della vita di un militare”, ha sottolineato il ministro della Difesa nel suo intervento.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel parlare ai militari schierati ha ricordato che essere alpini trova la sua essenza nell’affrontare le sfide del soldato in un ambiente altamente proibitivo, ma allo stesso tempo vera scuola di vita in grado di temprare il fisico e soprattutto il carattere. Il singolo combattente, l’uomo, è il centro della Forza Armata e questo trova conferma qui, tra le montagne, dove le innovazioni tecnologiche e dei materiali possono costituire un valido ausilio, come lo è il progetto “soldato sicuro” a cui, insieme al vertice della Difesa, l’Esercito sta dedicando energie e risorse per implementare sempre di più le capacità e la sicurezza del singolo uomo e delle unità in chiave duale.

“Le diverse gare e le due esercitazioni in programma -ha evidenziato il comandante delle Truppe alpine nel suo intervento- sintetizzano l’addestramento delle diverse unità alpine e le capacità acquisite di operare in fase di soccorso, come parte di un sistema che impiega strumenti e soggetti diversi in uno sforzo comune sempre ispirato alla salvaguardia della popolazione in difficoltà”.

A gareggiare nelle montagne venete e altoatesine non solo soldati italiani, sono 10 infatti le delegazioni straniere presenti ai campionati, alcune presenti da anni, altre affluite per la prima volta come il Kazakistan.

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS.

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