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Libia. Al-Sarraj: "Porteremo i responsabili dei raid di fronte alla giustizia"

Per l'inviato speciale Onu il bombardamento di ieri "una violazione del diritto"

L'inviato speciale delle Nazioni unite in Libia Ghassan Salamé ha definito come "una grave violazione del diritto umanitario internazionale" il raid aereo condotto ieri dall'aviazione fedele al generale Khalifa Haftar sull'aeroporto di Tripoli-Mitiga. Bombardamento che ha costretto le autorità a chiudere l'unico scalo internazionale attrezzato della Libia, contribuendo all'isolamento del Paese e della capitale dove sta cercando di riorganizzare le forze il premier Fayez al-Sarraj. Al suo fianco si sono "schierati" gli Stati Uniti -che hanno intimato ieri di sospendere tutte le operazioni militari a Haftar- e l'Italia, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri sera ha telefonato ad al-Sarraj per discutere degli sviluppi e delle ripercussioni dell'aggressione delle forze fedeli al generale.

Lo stesso al-Sarraj -stando alla stampa libica- avrebbe sottolineato a Conte che l'obiettivo è quello di portare chi ha commesso crimini di guerra davanti alla magistratura internazionale. Intanto all'Onu starebbero pensando di imporre -nuovamente- una no-fly zone sulla Libia, così da evitare nuovi raid aerei contro la popolazione civile da parte dell'aeronautica libica fedele al generale Haftar.

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