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CLARA MOSCHINI

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Convegno su settore aerospazio e difesa

Digitale ed apertura ad altri settori per accelerare la crescita

Oggi a Roma, nell’ambito del convegno organizzato da EY “La Difesa come volano di crescita dell'economia nazionale”, si è fatto il punto sullo stato ed i trend evolutivi del settore aerospazio e difesa, a livello internazionale e italiano. All’incontro erano presenti il ministro Elisabetta Trenta ed i vertici della Difesa italiana insieme ai leader delle più rilevanti aziende del settore. 

EY mette in luce uno scenario favorevole per il settore A&D, che a livello globale è cresciuto (Cagr +2,8% nel periodo 2012-2017; Paesi emergenti Cagr +9% contro il 2,2% dei paesi occidentali nel periodo 2015-2017) registrando una marginalità media (Ebit) attorno al 10,4%. Le previsioni per il prossimo biennio sono positive e attrattive per gli investitori, con ritorni medi attesi in crescita ed elevata dinamica di operazioni di M&A (288 operazioni nel 2017). 

Per l’economia europea l’A&D è un settore di valore significativo, con un volume d’affari di 93,7 miliardi di Euro e 1,5 milioni di occupati. Nonostante la spesa per la difesa in Europa sia stabile, le mutate priorità geopolitiche degli Usa e la "Brexit" possono porre le condizioni per una crescita. Inoltre, la Commissione Ue ha creato un contesto normativo e finanziario favorevole alla spesa e agli investimenti. In particolare, con lo European Defence Fund ha annunciato lo stanziamento di 13 miliardi di Euro per il periodo 2021-27, fornendo agli stati le risorse necessarie a sostenere la ricerca di base e lo sviluppo nel settore. 

In Italia l’A&D ha un forte impatto sull’economia nazionale. Il comparto vale 13,5 miliardi di Euro, esporta il 70% della produzione, impiega 160.000 persone (incluso l’indotto) ed è il secondo settore per investimenti in Ricerca e Sviluppo (1,4 miliardi di Euro). Con questi numeri, e nonostante il Paese dedichi alla difesa una quota contenuta del Pil (attorno all’1,5%), il settore rappresenta un asset decisivo per produzione industriale, export ed innovazione. 

Le analisi EY evidenziano che alcune caratteristiche dello scenario attuale, sia geopolitiche sia tecnologiche, con la diffusione su larga scala del digitale, possono favorire una nuova fase di sviluppo del settore Aerospazio e Difesa. Richiedono, però, anche un cambio di paradigma. 

La natura delle minacce cui la difesa deve far fronte appare oggi mutata: alle minacce tradizionali si affiancano quelle non convenzionali e ibride, quali attacchi informatici (cyber-warfare), pressioni economiche, attacchi atti a colpire infrastrutture critiche o fonti di approvvigionamento energetico. 

In questo contesto la domanda di sicurezza evolve. Il mercato cybersecurity, ad esempio, a livello globale è in forte espansione e si prevede che raggiungerà i 172 miliardi nel 2021. In Italia, si stima una spesa di 1,7 miliardi di Euro nel 2018 con una previsione di crescita di 3 miliardi al 2021. 

"Le tecnologie digitali sono una grande opportunità per integrare e rendere più efficiente l’intera filiera” commenta Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’area Mediterranea “Il settore aerospazio e difesa in Italia è composto da 2 top player e oltre 4000 aziende medio-piccole. Da qui l'importanza di integrare e coinvolgere l'intera filiera nel processo di trasformazione digitale. Una supply chain smart, può permettere alle aziende del settore di fare il necessario salto di qualità ottenendo efficienze di spesa che possono essere reinvestite in ricerca. Questo richiede apertura alla contaminazione di altri settori, disponibilità di nuove competenze e adozione di modelli di business innovativi che consentano di sfruttare le aree di mercato con le maggiori potenzialità di crescita. Ad esempio quella dei servizi aftermarket, in grado di generare marginalità fino a due volte maggiori rispetto al core business del settore".

Un approccio di open innovation può portare benefici significativi a un settore in cui prevalgono logiche di sviluppo interno all’innovazione. La collaborazione con altri comparti è fondamentale, inoltre, per attrarre nuove competenze, necessarie in questa fase di cambiamento. 

Per competere nel mercato mondiale dei talenti il settore ha bisogno, inoltre, di adattare i propri modelli organizzativi, introducendo una maggiore flessibilità nella propria struttura.

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