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Droni in Libia. Uso di Sigonella una violazione del diritto internazionale?

Secondo uno studio legale tedesco Italia a rischio condanna

Lo studio internazionale Ecchr con base a Berlino, insieme a Rete Disarmo e Reprieve, ha inviato -stando a "La Repubblica"- una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Difesa Elisabetta Trenta e a quello degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nella quale viene chiesto di fare chiarezza sul ruolo che ha la base di Sigonella per le operazioni con i droni (Uav, Unmanned aerial vehicle, aereo senza pilota a controllo remoto) che gli Usa svolgono in Libia. Il dubbio è che dall'aeroporto militare siciliano decollino Uav armati destinati a bombardare le postazioni dell'Isis nel Paese della sponda sud del Mediterraneo, in raid dove a più riprese sono rimasti uccisi civili. Nella lettera inviata dallo studio legale e dalle due associazioni l'Italia viene accusata di "tacere" sulle missioni che violano il diritto internazionale e il Governo "non può sottrarsi alle sue responsabilità in questo senso", questo perché secondo l'Ecchr "il coinvolgimento italiano implica la responsabilità penale di coloro che fanno parte del processo decisionale per l'autorizzazione agli Usa".

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