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CLARA MOSCHINI

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Terza assemblea dei piloti Alitalia

Quale sarà il destino della nostra azienda?

Il 10 maggio scorso si è svolta la terza assemblea organizzata dai piloti del Gruppo Alitalia che ha avuto come moderatore il comandante  Antonio Chialastri. Scopodell'assemblea è stato "coordinare la propria attività in funzione della prossima ristrutturazione del vettore aereo. Le notizie che arrivano (o non arrivano) quotidianamente sul destino della nostra azienda ci preoccupano ed è ancora vivo in ognuno di noi il ricordo del 2008, quando il nuovo assetto societario fece una vera e propria carneficina sociale, portando una compagnia con 24.000 dipendenti ad una da 11.000 unità. Più di ottocento piloti furono costretti ad emigrare all'estero.

Memori di quella débacle, oggi i piloti si aspettano che il governo faccia seguito alle promesse di rilancio di Alitalia. In quest'ottica, qualora ci dovessero essere degli esuberi iniziali, dovuti alla dinamica di un piano industriale concepito per sviluppare la compagnia nei prossimi anni, l'assemblea ha proposto un modo per mantenere il know-how in Italia e non disperdere il patrimonio di professionalità dei piloti italiani.

Riteniamo fondamentale la creazione di una sorta di agenzia interinale con la quale si possono affittare i piloti a compagnie cinesi, così come sta facendo Iberia. Oggi il problema principale del trasporto aereo è il pilot shortage. Noi abbiamo la fortuna di avere dei professionisti tra i più esperti e quotati del settore e non possiamo permetterci il lusso di vederli andare via.

Quindi, chiediamo ad azienda e governo di gestire gli eventuali esuberi che possono emergere dalla ristrutturazione, stipulando accordi con compagnie straniere in modo tale che il pilota che decida di fare un’esperienza in una realtà straniera per un paio d’anni, abbia poi la possibilità di tornare in Alitalia quando riprenderà lo sviluppo della compagnia di bandiera.

Ciò rappresenta una condizione win-win tra Stato (che non deve erogare cassa integrazione), azienda (che non disperde il patrimonio di know-how), pilota (che fa un’esperienza all’estero, guadagnando di più) ed eventuale azienda cinese (o straniera) che può contare su personale altamente qualificato (senza peraltro che il collega in distacco venga percepito come expat).

Al termine dell'assemblea, molto partecipata e intensa, alla quale hanno partecipato circa 300 piloti (tra presenti in sala e deleghe), è stato emesso un comunicato stampa, approvato all'unanimità:

'Oggi si è svolta la terza assemblea dei piloti del gruppo Alitalia (121.5), permanentemente auto-convocata per monitorare la crisi aziendale. Dalla partecipazione di centinaia di piloti è emersa una forte preoccupazione, comune a tutti i lavoratori, relativa agli sviluppi della situazione della compagnia di bandiera. I piloti vogliono contribuire al rilancio dell’azienda, condividendo tutte le azioni a difesa del suo futuro'".

Red - 1221506

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