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CLARA MOSCHINI

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Aereo Superjet 100: il grande rifiuto del mercato occidentale

Ma quali le ragioni del fallimento che ha comportato l’uscita di Finmeccanica/Leonardo dalla jv italo-russa?

Alla luce del recente tragico incidente aereo di Mosca parrebbe facile scaricare sulla macchina le cause che l’hanno determinato. Ma in questi casi è buona norma attenersi ad una prudente attesa dei risultati delle commissioni competenti al lavoro. I video dell’incidente dimostrano l’impatto violento del velivolo sulla pista che poteva avere ben altre conseguenze se la struttura dell’aereo avesse avuto carenze di progettazione, robustezza e resistenza.

Ecco alcuni punti-chiave che consentono una analisi più approfondita dell’argomento, sviluppati anche da informazioni manageriali interne, che hanno seguito il progetto sin dalla fase iniziale.

Aereo 98 posti adatto alle esigenze del mercato negli anni 2000/2020. Range di oltre 3000 km, consumo e rumorosità contenuti, spazi interni migliori dei concorrenti (Embraer, Bombardier).

Velivolo sviluppato con Boeing e l’industria elettronica francese Thales. Motore Sam 146 appositamente sviluppato per SSJ-100, una collaborazione tra la francese Snecma e la russa Saturn.

Elevate le aspettative di mercato, 1200 aerei in 20 anni. Questa la ragione per cui i due governi decisero di creare Superjet International (51% Finmeccanica, 49% Sukhoi) dopo la partecipazione diretta in Scac da parte di Finmeccanica (25% + 1 azione) per sostenere il lancio del primo aereo civile russo dopo la seconda guerra mondiale, pronto per il mercato occidentale. La responsabilità Superjet International (SJI) consisteva nella certificazione occidentale, negli allestimenti interni per i nuovi mercati non russi, modifiche per le versioni vip, corporate, logistica, training certificato del personale di volo e responsabilità delle vendite nel mercato occidentale.

Le prime criticità apparvero subito in occasione della promozione alle rispettive compagnie di bandiera. Aeroflot fu molto timida nell’accettare il velivolo, per la consuetudine ad operare con produttori esteri. Mentre Alitalia ebbe un atteggiamento ostile nel rivestire il ruolo cliente di lancio, malgrado la presenza di Finmeccanica. Scelse l'aeromobile competitore Embraer.

Le difficoltà poi proseguirono quando SJI non mostrò interesse a perseguire tutte le attività di sua competenza. Attività logistica affidata in outsourcing, delega al partner di tutte le attività di modifica per le trasformazioni, attività di training cedute parzialmente al partner e da questo ad Aeroflot.

Le recenti vendite del velivolo ad Interjet e City Jet, in tutto non più di 30 unità, hanno risentito delle difficoltà citate.

In seguito al progressivo disimpegno di SJI, Finmeccanica, ora Leonardo,  decise di ridurre drasticamente la sua partecipazione ed abbandonare di fatto il progetto, nel quale non credeva più visti i risultati negativi sia in Scac che in SJI ottenuti nei circa 12 anni di attività. La scelta fu naturale e logica, visti i risultati.

Oggi possiamo dire che non è sufficiente un forte accordo politico di due governi e di due importanti aziende aeronautiche, unite nel raggiungimento di quello che si mostra come un programma strategico e di successo, è indispensabile la coerenza manageriale in grado di perseguire, senza troppi ripensamenti e scelte alternative, il progetto avviato.

Red - 1221518

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