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Alitalia: Calenda "lascerei gli aerei a terra e la farei fallire"

Per l'ex-ministro è risibile Lotito. Butteremo via altri miliardi...

Dichiarazioni forti che probabilmente riflettono il parere di quegli italiani stanchi di sostenere economicamente un "accanimento terapeutico" che da decenni tiene in vita Alitalia, da tempo una compagnia non più di bandiera, quelle pronunciate oggi da Carlo Calenda parlando col conduttore  Corrado Formigli  a "Circo massimo" su "Radio Capital". L'ex-ministro dello Sviluppo economico parlando di crisi aziendali, tenuta del Governo ed economia, sul tema Alitalia ha detto: "Sono dei matti. E mi sento anche responsabile. Quando decidemmo di dare il prestito-ponte per portarla alla vendita a Lufthansa che era l'unico partner serio, lo decidemmo perché sarebbe costato tantissimo farla fallire. Ma visto come stanno andando le cose, tornando indietro lascerei gli aerei a terra e la farei fallire. Butteremo altri miliardi di Euro in una compagnia che così com'è non può essere competitiva. È insensato rimanere attaccati al sogno della grande compagnia di bandiera. Ma quel treno è passato. Già oggi le grandi compagnie di bandiera hanno difficoltà a difendersi dalle low-cost; l'idea di poterlo fare con Lotito è risibile. Così come la buffonata di parlare di Atlantia, che prima volevano revocargli la concessione autostradale in un quarto d'ora, concessione che sta sempre lì, e ora vogliono dargli Alitalia. Boh...".

E' cronaca ieri, come anticipato da AVIONEWS, la manifestazione d'interesse per Alitalia avanzata dal patron della Lazio Claudio Lotito, discussa, -e resa nota nella serata- nel vertice di Governo appunto di ieri (leggi AVIONEWS). Un'offerta che vede in Lotito il quarto che chiude la quadra degli investitori nella newco salva-Alitalia, insieme a Ferrovie dello Stato, Mef, ed al vettore aereo statunitense Delta Air Lines. Sempre ieri invece Atlantia, la holding della famiglia Benetton che controlla Aeroporti di Roma ed Autostrade, ha ribadito nuovamente il suo totale disinteresse ad investire nella nuova società, limitandosi ad un ruolo di osservatore in considerazione dell'importanza di Alitalia  per Aeroporti di Roma, gestore degli scali capitolini (vedi AVIONEWS).  

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