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Alitalia: promesse, parole ma nulla di fatto

Di Maio per il 15 luglio la festa della definizione di Alitalia?

Luigi Di Maio ha le capacità di governare situazioni complesse? Tante sono le persone che si pongono questa domanda. Le sue promesse di riuscire a costruire una cordata di imprenditori per salvare Alitalia ancora non portano risultati tangibili. Per il prossimo 15 luglio ha promesso di trovare la quadra. Dopo l'incontro di ieri fra Governo e sindacati -molto deludente stando alle dichiarazione di chi era presente- aumentano le preoccupazioni per le sorti del vettore aereo. I sindacati confermano lo sciopero il 26 luglio. La continua riduzione della cassa sconsiglia la possibilità di una quinta proroga a Fs per trovare gli investitori. Oltre al 35% di Fs, al 15% del Mef (trasformazione in equity degli interessi sul prestito di 900 milioni), e 10% di Delta, c'è da trovare il restante 40%. I nomi sono sempre gli stessi: Claudio Lotito, che però non ha fornito alcuna informazione sui capitali che metterebbe; il colombiano German Efromovich che, pare, metterebbe contanti che stanno in paradisi fiscali; il Gruppo di Carlo Toto secondo advisor Medio Banca dispone con certezza di 200 milioni dopo la vendita di campi eolici negli Usa.

 L'aggregazione di tutti questi soggetti rende poco credibile una cordata anche perché a malapena si potrebbe arrivare a 700-800 milioni di capitale. Se si considera che il prestito statale di 900 milioni (più interessi) è quasi finito, e certo non ha risanato la compagnia Alitalia, sarebbe bello che qualcuno spiegasse come si può risanare e rilanciare con una cifra minore. La mancanza del piano industriale crea ansia e certo non rassicura. Come riuscirà tra 10 giorni Di Maio a dare risposte credibili a questi dubbi? Vogliamo sperare che abbia un asso nella manica e liberi il tavolo da ogni perplessità.

Sentito da AVIONEWS il segretario di Cgil Trasporti, Fabrizio Cuscito, che ha dichiarato: "La riunione di ieri è stata inutile. Non abbiamo sentito novità. Non si vede ancora un piano industriale. Non accetteremo né esuberi né taglio delle retribuzioni". Antonio Amoroso del Cub si è espresso negli stessi termini aggiungendo anche una forte delusione e grande preoccupazione per il rischio serio di ridimensionamento della compagnia. 

È facile prevedere che si avvicinano tempi di duri confronti.

Red - 1222812

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