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Uscita definitiva degli Usa dal trattato Inf

Ryabkov: "L'America dovrebbe prendere provvedimenti anche per le sue violazioni, ma siamo aperti al dialogo"

Da venerdì 2 agosto, l’uscita degli Usa dal Trattato "Intermediate Range Nuclear Forces Treaty" è diventata effettiva e la Russia ha proposto comunque agli Stati Uniti e ad altri Paesi della Nato la dichiarazione di una moratoria sull'utilizzo di missili a corto e medio raggio. (vedi AVIONEWS).
Il viceministro degli esteri della Federazione russa Serghei Ryabkov ha fatto presente, oggi 5 agosto, che gli Stati Uniti non avrebbero preso alcun provvedimento per rimediare alle violazioni dei propri impegni riferendosi al dispiegamento dei vettori Mk-41 per il lancio di missili da crociera. Secondo il diplomatico: "Non sono stati poi compiuti progressi né sui cosiddetti missili bersaglio, lanciati dagli Stati Uniti da terra per testare il proprio sistema di difesa aerea, che sono simili per caratteristiche ai missili balistici a raggio intermedio, né sull'uso del Pentagono di aerei da combattimento senza pilota (droni), che in base ai termini del trattato sono definiti come 'missili da crociera. Mosca e Washington devono continuare il dialogo sul controllo degli armamenti. Siamo ancora aperti a un confronto equo e significativo con gli Stati Uniti su questioni relative al Trattato "Inf" e ad altre questioni di stabilità strategica, basate sul rispetto  e sulla considerazione degli interessi reciproci. È necessario continuare le consultazioni tra agenzie sul controllo degli armamenti, con particolare attenzione alle armi nucleari, che sono riprese a Ginevra il 17 luglio. Sosteniamo qualsiasi mossa degli Stati Uniti volta a non aumentare le tensioni, in particolare nel Golfo Persico, ma bisogna trovare i modi per risolvere i problemi".

Un appunto che arriva dopo le sanzioni statunitensi a Mosca per il caso Sergei Skripal, l'ex-doppio agente in Gran Bretagna avvelenato con la figlia nel marzo del 2018 a Salisbury usando un composto nervino. A tal proposito lo stesso Ryabkov ha dichiarato che tali misure fossero da inquadrare "nel contesto delle elezioni presidenziali americane del 2020" e dunque per ragioni di "politica interna". 

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