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Anche Corte dei conti chiede revisione concessioni autostradali

I concessionari autostradali sotto accusa

I concessionari autostradali sotto accusa. È di questi giorni una relazione della Corte dei conti -Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato- sulle concessioni autostradali. Dopo Art (Autorità regolazione trasporti), che ha preparato uno schema per il rinnovo delle tariffe basato sui costi effettivamente sostenuti dai concessionari e non sui costi solo previsti (vedi AVIONEWS); dopo Anac (Autorità nazionale anticorruzione), che ha evidenziato l'esiguità degli investimenti effettivamente realizzati rispetto a quelli previsti (vedi AVIONEWS); arriva ora la Corte dei conti a sollevare forti critiche alle concessionarie autostradali. Naturalmente il Gruppo Benetton che gestisce quasi la metà delle autostrade italiane in concessione (e che si è fatto trascinare nell'operazione del vettore aereo Alitalia) è il più esposto alle critiche. Anche questo documento -di questi giorni- riempie di contenuti concreti e di argomenti forti il lavoro che il nuovo ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, dovrà compiere per arrivare alla revisione delle concessioni autostradali prevista dal programma del nuovo Governo. Nella sua documentatissima relazione, la Corte dei conti, dopo aver evidenziato la mancata apertura al mercato delle concessioni autostradali e l'assenza di trasparenza nella loro gestione, afferma che "il mantenimento dello 'status quo' ha accentuato le inefficienze riscontrate nel sistema quali l'irrazionalità degli ambiti delle tratte, dei modelli tariffari, di molte clausole contrattuali particolarmente vantaggiose per le parti private. Inoltre costante è risultata nel tempo la diminuzioni degli investimenti". La relazione della Corte è molto critica e segnala che "la pluralità dei modelli concessori ha reso difficile la valutazione delle performance caratterizzate da investimenti sottodimensionati ed extra profitti.

Sono emerse numerose carenze gestorie: 

a) sulle tariffe, sinora non regolate da un'Autorità indipendente secondo criteri di orientamento al costo; 

b) sul capitale, non remunerato con criteri trasparenti e di mercato; 

c) sull'accertamento periodico dell'allineamento delle tariffe ai costi; 

d) sui controlli degli investimenti attraverso la verifica delle capacità realizzative e manutentive". 

Appare forte anche la critica alle autorità politiche. La Corte richiama anche le sollecitazioni ed i pronunciamenti dell'Autorità della concorrenza e del mercato (Agcm) e delle Autorità indipendenti che da anni segnalano la criticità del sistema vigente. Dopo aver affermato che "è necessaria la cooperazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit) con l'Autorità dei trasporti (Art)", la Corte insiste sulla necessità di "superare la pratica delle proroghe delle concessioni" contro la quale si sono espresse nel tempo anche Agcm, Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ed Anac. La Corte scrive che "solo recentemente si è iniziato a ripensare il sistema" e ritiene necessaria "un'amministrazione con forti competenze e qualificazioni tecnico-professionali per negoziare con la controparte privata e per venire ad una regolazione dei trasporti che tuteli efficacemente l'interesse pubblico evitando il rischio di una 'cattura del regolatore'. In tale direzione vanno le competenze attribuite alla Autorità per i trasporti competente: 

a) alla modifica della regolazione garantendo trasparenza e stabilità normativa; 

b) alla revisione periodica della qualità e dei metodi di monitoraggio; 

c) al riequilibrio delle tariffe, anche al fine di superare la frammentazione delle competenze tra i molti organismi che allungano i tempi di decisione". 

Nelle sue raccomandazioni finali la Corte dei conti auspica "una rapida introduzione del nuovo sistema tariffario unico di pedaggio elaborato da Art per riequilibrare i rapporti a vantaggio della parte pubblica" anche in considerazione del fatto che il sistema elaborato consente di valutare ed indirizzare l'ottimizzazione del livello di efficienza produttiva delle gestioni, stimolando la concorrenza e svolgendo una azione di regolazione.

Tutte le informazioni utili ci sono. Spetta ora al nuovo ministro dare certezza agli utenti delle autostrade.

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