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Alitalia: 13 domande all'esperto del trasporto aereo

Esclusiva AVIONEWS: intervista a Gaetano Intrieri

In vista della scadenza del 15 ottobre, data ultima per la presentazione dell’offerta vincolante per il salvataggio di Alitalia (attesa quella di ministero Economia e Finanza, Mef, Ferrovie dello Stato, Delta Air Lines, e Atlantia. Ancora non chiara la partecipazione o meno della tedesca Lufthansa, vedi notizia), AVIONEWS ha in esclusiva posto una serie di domande ai rappresentanti sindacali di settore, e all’esperto del trasporto aereo professor Gaetano Intrieri.

Di seguito, le domande poste, le stesse per tutti, e la risposta: 1) Ha notizie di quanto è rimasto nella cassa di Alitalia? 2) È plausibile che Atlantia esca dalla cordata nonostante anche le possibili ripercussioni su AdR? 3) Secondo lei gli interessi di Delta sono di tipo industriale per il rilancio di AZ, o solo di presenza sulla piazza italiana per controllare e presidiare i mercati europei? 4) E’ credibile che Ferrovie rimanga della cordata senza una prospettiva di ritorno dell’investimento? 5) A quanto si capisce finora il lavoro svolto negli ultimi due anni è rivolto più al semplice salvataggio che ad un vero e proprio rilancio. Che notizie si hanno sul piano industriale che dovrebbe essere condiviso da Mef, FS, Delta, ed Atlantia? Che tipo di piano industriale è necessario per riportare Alitalia sul binario giusto? 6) Ritiene possibile che alla fine sia Lufthansa a rilevare quello che resta di Alitalia? 7) Non ritiene che Di Maio, quando era responsabile del Mise, abbia perso tempo e fatto aggravare la situazione gestionale ed economico-finanziaria? 8) Quanti esuberi ritiene necessari per un rilancio concreto di Alitalia? 9) Quale è il giudizio sul lavoro dei commissari in questi ultimi anni? 10) Pensa che il Governo dovrebbe ancora intervenire con un prestito-ponte, pur essendo già sotto osservazione da parte dell’Unione europea per i precedenti prestiti visti come aiuto di Stato? 11) Secondo lei le responsabilità odierna di Alitalia sono più della politica o del management, ovviamente compresi i commissari? 12) Con l’attuale scenario politico e del mercato del trasporto aereo ritiene più probabile il fallimento, la svendita, il semplice salvataggio o il rilancio definitivo? 13) Ritiene che la ri-nazionalizzazione possa essere la soluzione del problema o che invece sarebbe solo un modo per perpetuare la vita di un’azienda in perenne perdita?

Gaetano Intrieri, esperto del trasporto aereo, ha dichiarato:

"Le notizie sulla cassa Alitalia sono riservate. Secondo le mie analisi oggi la compagnia ha un differenziale che varia dagli 80 ed i 100 milioni di Euro. Atlantia sta giocando una partita che con il vettore italiano c'entra poco: sta giocando la carta  delle concessioni. E per capire quanto Alitalia possa essere centrale all'interno di Aeroporti di Roma, che è l'hub della compagnia e 'la gallina dalle uova d'oro' perché le tariffe che paga Alitalia su Aeroporti di Roma sono le più alte d'Europa.

Come ho scritto e detto per un anno, Delta sulla faccenda Alitalia ha, nell'ipotesi migliore, 'speculato'. La partita di Delta è quella del mercato del Nord-Atlantico. Il vettore aereo,  per accordi 'scellerati' fatti dal management passato di Alitalia ha una 'fee' notevolissima sulle vendite in Nord-Atlantico di Alitalia, per cui Delta ha 'lucrato' su Alitalia ed in questo anno ha soltanto gestito una negoziazione 'fantoccio' semplicemente per tenere i tedeschi ed altri eventuali competitor fuori dal mercato della regione nord-atlantica.

Ferrovie: secondo me, in questa storia che nasce ai tempi in cui il ministero si occupava di Alitalia con Toninelli, viene coinvolta da un'idea del ministro dei Trasporti (e mia che ci lavoravo).  Doveva avere un ruolo marginale, essere un socio marginale, ed è importante cercare di costruire una strategia di cooperativismo tra treno ed aereo intermodale. Poi, da quello che ho visto Ferrovie è diventato, suo malgrado, il 'pivot' dell'operazione. In realtà Ferrovie non ha né le strutture, né il management e né le competenze per tirare fuori un piano industriale. Che, secondo ultimi 'rumor',  ancora non c'è. Nel senso che è stato fatto un piano di cui io sono venuto anche in possesso e che ho potuto leggere, che secondo ultimi 'rumors' in realtà non sarebbe un piano, o perlomeno sarebbe alquanto contraddittorio ed anche con i calcoli errati come qualcuno ha fatto notare. Quindi Ferrovie starebbe lavorando ad un nuovo piano. Quindi il piano non esiste, e stiamo parlando del nulla.

Due anni fa avevo ipotizzato agli Stati generali organizzati dal Movimento 5 Stelle sull'aviazione, che alla fine Lufthansa sarebbe entrata in qualche modo ad avere a che fare con Alitalia. Bisognerebbe chiedersi chi c'è dietro la compagnia tedesca. Perché Lufthansa decide di interessarsi di Alitalia? Perché interessa a lei direttamente? Non credo proprio, considerando anche che strategicamente Lufthansa sull'Italia è 'a posto' con Air Dolomiti. I tedeschi l'aviazione la sanno fare se sono interessati ad un progetto,  che oggi scopriamo essere un aiuto sotto forma manageriale per compensare le note carenze manageriali di Alitalia. Io sono convinto che questo 'qualcuno' al momento opportuno si paleserà.

Penso che Di Maio sulla vicenda Alitalia faceva quello che gli dicevano i suoi collaboratori. Al Mise aveva uno staff. Credo che quello che ha dichiarato sia totalmente in buona fede e bisogna chiedere ai suoi collaboratori perché si sia perso tutto questo tempo.

Alitalia non deve esuberare proprio nulla, dovrebbe tenersi cari i dipendenti, il 90% dei quali ha delle professionalità e competenze che in aviazione ci vogliono anni per ricostruire. Alitalia se un problema non ha è proprio quello del personale, che in taluni casi è addirittura sottopagato. Non ho difficoltà a dire che comparando il contratto piloti di Alitalia con quello delle altre legacy europee o anche americane c'è almeno un 20% di differenza. Alitalia negli ultimi 15 anni ha saputo soltanto picchiare sull'anello debole della catena, ossia i dipendenti. Fra l'altro il piano che io ho visto fatto da Ferrovie secondo i miei calcoli presupponeva un esubero di circa 2500-3000 persone. Dipendenti che vengono mandati in cassa integrazione e quindi accollati allo Stato. Alitalia continua questa politica folle pensando che possa esistere una compagnia aerea nel mondo con la strategia 'hub and spoke'  e con 100 aeroplani (fra l'altro mi lasci dire classificati in una flotta totalmente disomogenea), che possa essere minimamente reddituale. Se a questo si aggiunge quanto influiscono costi ed esercenze e quindi operativi di Alitalia ad iniziare dalla manutenzione sul costo totale, l'impresa di portare la compagnia  a pareggio o addirittura ad essere una società reddituale è assolutamente impossibile. E la cosa bella è che molti perdono tempo pensando a strategie di network quando non sanno, perché magari non sono del mestiere, che il vero problema di Alitalia è il 'costo ora'. Il resto possono essere dei problemi ma sono certamente minori rispetto a quello che questo vettore spende per un'ora di volo, che è il minimo, il 30-40% in più rispetto alla media delle compagnie mondiali legacy. Qui non cito nemmeno le low-cost perché il confronto sarebbe impietoso.

Il giudizio sui commissari lo danno sempre i numeri. Ed i numeri sono che tra quello che hanno trovato in cassa, i biglietti prepagati, il finanziamento dello Stato i commissari hanno bruciato una cifra che gira intorno al miliardo e tre, miliardo e quattro di Euro e voglio essere buono; in questa cifra non vado a contabilizzare gli interessi che sarebbero dovuti allo Stato per il 'prestito-ponte'. Ora, in una gestione che in due anni -fra l'altro una gestione agevolata dall'amministrazione straordinaria che darebbe dei vantaggi di gestione che una gestione ordinaria non ha- perde 1 miliardo e quattro, presumo che i numeri la dicono lunga. Quale giudizio posso dare io rispetto a dei numeri così impietosi? Piuttosto occorre verificare se questa gestione è stata conforme o meno alla legge, soprattutto alle regole della cosiddetta 'Prodi bis' dell'amministrazione straordinaria.

Credo che un ulteriore prestito dal Governo sia a questo punto indispensabile, e credo anche che dovrà essere deliberato in pochi giorni, perché altrimenti Alitalia paga gli stipendi di fine ottobre e poi sarebbe costretta a fermarsi. Tra l'altro io non credo che i commissari possano continuare l'esercizio provvisorio in questa situazione se il Governo non mette mano al portafogli con almeno 200-400 milioni di ulteriore prestito. Qualora anche arrivi il 15 ottobre l'offerta -che potrebbe arrivare da Ferrovie insieme ad Atlantia con l'appoggio esterno di Lufthansa-, è evidente che il Governo deve comunque dare soldi perché altrimenti Alitalia deve mettere gli aerei a terra.

Le responsabilità in questi due anni sono certamente di chi ha gestito Alitalia, della politica che non ha saputo trovare una soluzione vera. Quindi una miscela esplosiva tra manager, politica ed anche burocrati che hanno orientato la politica. Lo dico perché avendo avuto anche se per poco tempo la possibilità di lavorare accanto agli esponenti del Governo, c'era almeno da parte del ministro Toninelli la voglia di fare qualcosa di serio con Alitalia nel rispetto dei soldi dei cittadini. cercando di capire quali erano le responsabilità che avevano portato la compagnia a quello stadio. Purtroppo a Toninelli non gliel'hanno lasciato fare: la partita Alitalia passò al Mise.

Alitalia è già fallita nel 2017 con la dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale; se quindi dovesse cessare l'esercizio provvisorio quella sarebbe la giusta connotazione dello stato attuale di Alitalia. Credo che si troverà una soluzione per tenerla in piedi, credo anche Alitalia continuerà ad essere merce di speculatori, perché c'è qualcuno convinto -e solo in Italia succede questo- che una compagnia estera, qualunque essa sia, presa da sentimenti 'francescani' venga in Italia a fare gli interessi di Alitalia, magari non facendo gli interessi propri. Purtroppo l'aviazione la storia ci insegna che non funziona così. Questi tipi di alleanze o di 'merging' non hanno mai funzionato. Funzionano solo quando poi succede che o la compagnia che viene si compra l'intero capitale come Lufthansa ha fatto con Austrian, quindi diventa proprietà del gruppo e consolida nel gruppo il bilancio. Oppure può avvenire come nell'alleanza Iag (International Airlines Group NdR), dove ognuna delle compagnie mantiene la propria autonomia gestionale e la propria strategia di base. Ma quando avvengono situazioni come quella successa prima con Air France, poi con Etihad e adesso stiamo andando verso una soluzione simile, ci sarà sempre una speculazione. Io credo che quando verranno completate le indagini in corso sulla bancarotta di Alitalia, tutti potranno verificare quale è stato il contributo che Etihad ha dato o non ha dato alla compagnia; non spetta a me dirlo, spetterà alla magistratura fare luce su questo. Però quando tutte queste informazioni saranno pubbliche, allora si potrà capire come queste operazioni farlocche di compagnie aeree che vengono a fare o cercare o a presumere di fare quello che in Alitalia non si sa fare, è soltanto un modo per agire in maniera speculativa sulle tasche degli italiani a vantaggio di quelle stesse compagnie.

Allo stato attuale la rinazionalizzazione sarebbe a mio avviso l'unica soluzione. Il problema è che rinazionalizzare vuol dire farlo a condizioni di mercato. Oggi sarebbe un ulteriore bagno di sangue per i contribuenti italiani. Alitalia dovrebbe rimanere nella condizione di privilegio di 'Chapter 11' che sarebbe la legge Prodi; avere una ristrutturazione vera e dopodiché lo Stato, in equity per la parte che ha messo più una ulteriore parte di capitalizzazione, diverrebbe proprietario di una compagnia che avrebbe tutto per essere reddituale. Quindi lo Stato acquisirebbe un asset reddituale e soprattutto sarebbe uno strumento di importanza fondamentale in cui il turismo ha una notevole incidenza sul Pil. Questo a prescindere da alleanze e network. Alitalia, ripeto, ha un marchio tra i più performanti al mondo. Basterebbe soltanto saper gestire gli aerei, metterli in condizione di spendere 'il giusto' per un'ora di volo, riorganizzare i processi interni. Son d'accordo con quello che dichiarò Efremovich, uno degli aspiranti compratori qualche mese fa: 'In sei mesi Alitalia si mette a posto'".

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

Sotto, la video-intervista:

RC3 - 1225004

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