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Europa-Turchia: interruzione vendita armi avrà un impatto?

L'indipendenza di Ankara nel settore difesa

L'Europa ha deciso di bloccare la vendita delle armi alla Turchia (vedi AVIONEWS) che ha risposto, mediante il quotidiano di Ankara filogovernativo "Sabah" che gli ultimi annunci "non hanno alcun impatto o hanno ripercussioni molto limitate sulle capacità della difesa e sulle scorte dei militari turchi. L’industria della difesa di Ankara ha fatto progressi considerevoli nella riduzione della sua dipendenza da prodotti stranieri e lo sviluppo del settore difesa ha garantito il successo delle operazioni antiterrorismo della Turchia sia in patria che all’estero, in particolare nel nord dell’Iraq ed in Siria, senza dover contare su prodotti di importazione". Tra il 2009 ed il 2018 gli investimenti militari di Ankara sono cresciuti del 65% raggiungendo i 19 miliardi di dollari.

4574 milioni di dollari sono stati spesi per l'acquisto di elicotteri ed aerei da guerra tra cui gli F-16 statunitensi utilizzati per bombardare la Siria. L'embargo italiano non colpisce la produzione di elicotteri vista la costante collaborazione tra Turchia e Russia: senza citare il recente accordo relativo la vendita di S-400 (vedi AVIONEWS) Ankara può attingere da Mosca anche per quanto riguarda i missili. Per quanto riguarda i mezzi blindati, l'import è sceso quasi a zero visto che la società turca "Aselsan" ora le produce in autonomia. Indipendente anche la fabbricazione di artiglieria pesante, sistemi anti-torpedo, batterie di missili, aerei droni e velivoli senza pilota.  Ad esempio i droni Bayraktar Tb2 impiegati in Siria, sono prodotti dalla compagnia "Baykar", fondata dal padre del genero di Erdogan, Selcuk Bayraktar. 

Tuttavia Maria Edgarda Marcucci, detta "Eddi", 28enne italiana che ha combattuto in Siria al fianco delle donne curde contro l'Isis con l'Unità di protezione delle donne (Ypj) ha affermato: "L'Italia può avere un ruolo positivo perché si presenta l'occasione di dare un segnale forte e cambiare passo". Oggi la procura di Torino chiederà la sorveglianza speciale per lei ed altri due soldati impegnati in passato a Damasco.

Jacopo Bindi, giovane italiano ex-volontario in Siria ha dichiarato: "L'attacco della Turchia è ingiustificato e preannuncia una sostituzione etnica su quei territori. Almeno 800 jihadisti sono potuti scappare grazie a questi attacchi e lo Stato islamico sta riprendendo forza e sta rimettendo in campo delle iniziative offensive verso la popolazione civile" (vedi AVIONEWS).

RC3 - 1225026

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