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CLARA MOSCHINI

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Alitalia: Patuanelli riuscirà a dare i 400 milioni prima delle feste? IL PUNTO

Delta potrebbe tornare alla carica

L'ipotesi di nazionalizzare Alitalia è definitivamente tramontata. Infatti il decreto che dispone 400 milioni di ulteriore prestito per Alitalia non prevede il pagamento di interessi e cancella anche  i 150 milioni di interessi sui precedenti prestiti per 900 milioni.  Il Mef dunque esce "con perdite" dalla  possibilità di intervento diretto (questo comporterà tra l'altro che i prestiti ricevuti non si potranno valutare come interventi di mercato e che la UE dovrà necessariamente avviare la procedura per aiuti di stato). Il Mef dunque si chiama fuori da un intervento diretto. Intanto la ministra dei trasporti Paola De Micheli dice in modo esplicito che lavora per un intervento di un operatore aereo straniero che sia europeo e questo spiega, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la ristrutturazione per la quale è stato chiamato il nuovo commissario straordinario Giuseppe Leogrande, (ancora non affiancato da nessun direttore generale) sarà molto in linea con i progetti del futuro acquirente (Lufthansa).  D'altronde una compagnia che ha una quota di mercato del 14% non può certo permettersi i costi e la struttura di una compagnia che abbia il 30% o 40% del mercato. Se il mercato non compra più i voli Alitalia ma preferisce altre compagnie la strada obbligata è una profonda ristrutturazione e un profondo ripensamento delle strategie e della funzione di questa azienda. Non ha senso mantenere in piedi una azienda troppo grande rispetto alla quota di mercato che riesce a coprire. D'altronde ad oggi con tutti gli interventi pubblici a favore di Alitalia dopo il 2008 è come se la compagnia non fosse mai stata privatizzata. L'intervento di privati (prima la cordata guidata da Roberto Colaninno e poi quella dei qatarioti) ha solo consentito a qualche genio della finanza di fare un giro di valzer ma le perdite sono sempre rimaste sulle spalle della collettività. C'è molta attesa per quello che dirà il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli che dovrà spiegare (su richiesta del PD) quale uso dovrà fare il commissario Leogrande dei 400 milioni che il governo  si accinge a "prestare" ancora una volta. Ci auguriamo che non si limiti ad una relazione ragionieristica ma che sappia inserire l'intervento all'interno di una cornice strategica di riforma del trasporto aereo in Italia. La "politica"  negli ultimi 20 anni non è stata in grado di intervenire nel settore con una visione di lungo periodo. Senza un intervento forte sulle low cost, anche con un piano nazionale degli aeroporti, e senza una regolamentazione rigorosa del settore la fine di Alitalia era scritta. E oggi siamo al capolinea. La perdita di grandi quote di mercato da parte di Alitalia ha lasciato ampi spazi alle compagnie straniere e ha creato le condizioni per iniziative regionali come sta avvenendo in Sardegna e in Sicilia dove i governatori regionali ( o imprenditori locali anche con forme di azionariato diffuso)stanno promuovendo compagnie a basso costo che consentano di viaggiare a prezzi accessibili anche attingendo ai fondi della continuità territoriale. Nelle ultime ore voci autorevoli raccolte da Avionews parlano di un prossimo impegno di Delta per Alitalia.

PdP - 1226580

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