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Coronavirus (4): quanto si dovrà attendere per i rimpatri italiani?

Pronte al recupero connazionali sono già GB, Usa e Francia

50 italiani sono bloccati a Wuhan per il coronavirus cinese e non ci sono novità rispetto ad un trasferimento. "La situazione è abbastanza tranquilla, abbiamo con loro un contatto costante, sono sottoposti ad una pressione comprensibile", ha affermato il capo dell'Unità di crisi della Farnesina Stefano Verrecchia che ha spiegato la possibilità di evacuazioni fuori dalla regione ma ciò comporterà un periodo di osservazione di 14 giorni in ospedale. Per coloro che invece scegliessero di restare, vi sarà un filo diretto con l'ambasciata per ricevere i consigli e le indicazioni del caso. Questi ha inoltre aggiunto: "Si è prima pensato ad una soluzione via terra, ma si valutano anche soluzioni tramite aereo". Tuttavia prima di procedere bisognerà aspettare le autorizzazioni da Pechino, visto che si tratterebbe di "uscire da un'area sigillata".

Intanto Washington sta mandando un aereo charter per recuperare gli americani dalla città colpita da 2019-Cov. Pronte anche Tokyo e Parigi. Il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian ha affermato: "In connessione con i ministeri dell'interno, della salute e delle forze armate, stiamo attuando un'operazione di rimpatrio aereo a beneficio dei nostri cittadini. I francesi che desiderano lasciare la regione di Wuhan potranno farlo in settimana con mezzi aerei. Ovviamente, queste persone, all'arrivo in Francia, saranno poste in quarantena".

Il Foreign Office sta mettendo a punto il piano per l'evacuazione da Wuhan dei cittadini inglesi. Un portavoce del ministero degli esteri di Londra ha affermato che "si continuano a monitorare da vicino gli sviluppi" e che le autorità britanniche sono in "stretto contatto" con quelle cinesi per salvaguardare la sicurezza dei cittadini britannici. La Germania sta valutando di recuperare i cittadini tedeschi che si trovano a Wuhan. La portavoce del ministero degli esteri Maria Adebahr durante una conferenza-stampa a Berlino ha affermato: "in queste ore, si sta riunendo a Berlino un'unità di crisi su questa emergenza sanitaria. Sono 19 i cittadini tedeschi che vivono, lavorano o studiano a Wuhan. In Germania, ci sono tutti gli strumenti per riconoscere eventuali casi di infezione, isolarli e trattarli". Il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas ha fatto sapere che l'ambasciata a Pechino aveva inviato una squadra a sostegno dei connazionali.

Visto che gli Stati Uniti hanno già inviato un aeromobile per il recupero, e la Francia sa già che i suoi cittadini potranno tornare in patria in settimana, nasce spontanea la domanda sul perché, per quanto riguarda l'Italia, ancora non ci sono significative novità per il rimpatrio.

Avremo forse aggiornamenti in seguito all'audizione del ministro della Salute Roberto Speranza (vedi AVIONEWS).

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