Non riceve alcun finanziamento pubblico
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CLARA MOSCHINI

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Niente più trasporto aereo senza aiuti di Stato

Lo dice Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa

Dopo le richieste di aiuti di Stato avanzate ieri da Boeing agli Stati Uniti e di cui AVIONEWS ha riferito (leggi qui), anche Carsten Spohr, il numero uno di Lufthansa, ha espresso i suoi timori che “senza aiuti di Stato il Sistema aviazione non possa essere garantito nel futuro”. Il ceo ha giustificato la sua convinzione con il fatto che “per combattere il virus  il 90% degli aerei della Compagnia -ovvero 700 su 763, NdR- sono  bloccati a terra”.  

Il manager tedesco non vede problemi nell'immediato “perché Lufthansa, gode di una buona posizione finanziaria”, ma, ha specificato, “probabilmente serviranno aiuti di Stato qualora il blocco dovesse permanere”. Il 2019 non è stato un anno facile per l'aviolinea, dopo un 2018 in ribasso rispetto al 2017 in cui aveva registrato il “migliore risultato della storia”. Ancora una volta vanno tenuti disgiunti i risultati operativi -che segnano una netta sofferenza con un risultato netto di 1,2 miliardi di Euro, in riduzione del 44% rispetto ai 2,2 miliardi del 2018-, e i ricavi unitari per passeggero, ridotti del 2,5%, di un eccesso di offerta sul mercato interno. Mentre dal punto di vista finanziario la compagnia tedesca può vantare ricavi in crescita del 2,5% a 36,4 miliardi, a cui si aggiunge la decisione di incrementare i fondi addizionali per circa 600 milioni di Euro. 

Inoltre Lufthansa dispone di linee di credito per circa 800 milioni di Euro. In questa situazione - riporta AVIONEWS - il Gruppo dispone di una liquidità di circa 4,3 miliardi di Euro. Cifre che ha consentito al responsabile finanziario Ulrik Svensson, di ribadire che "Il Gruppo Lufthansa è finanziariamente ben equipaggiato per far fronte a una straordinaria situazione di crisi come quella attuale. Possediamo la quasi totalità (86%) della flotta del Gruppo che è largamente svincolata e ha un book value di circa 10 miliardi di Euro". Tuttavia risultati non brillanti e crisi Covid inducono alla prudenza. "Abbiamo deciso di proporre all'assemblea di sospendere il pagamento del dividendo" e di “ridurre del 20% la remunerazione base”. 

"Non intendiamo vendere i nostri aerei. Riteniamo più efficiente impiegarli quale garanzia per negoziare finanziamenti a condizioni più favorevoli dalle banche". Una serie di informazioni e dati – fa rilevare AVIONEWS- che da un lato sembrano ridimensionare le ipotesi di partecipazione all'acquisizione di Alitalia, ventilate anche da una senatrice italiana, e dall'altro sembrerebbero confermare una certa propensione all'espansione della compagnia di Colonia. 

AVIONEWS ricorda che Alitalia è stata la principale beneficiaria del primo intervento da parte del Governo italiano che, nel decreto per fronteggiare le conseguenze del Covid-19, ha in pratica nazionalizzato la compagnia cercando di sottrarla a possibili acquirenti che avrebbero potuto giocare al ribasso vista l'attuale situazione. Tuttavia, , quello delle compagnie non è l'unico futuro attualmente incerto nel settore del trasporto aereo. Ci sono una serie di componenti altrettanto fondamentali quali le aziende che assicurano il controllo del traffico aereo, come Enav, nel nostro Paese, e quelle che gestiscono aeroporti che dovranno essere tutelate. Il rischio, in termini molto elementari, è che la proprietà di questi assetti, da sempre considerati strategici, finisca fuori dal controllo dei governi di ciascun Paese. Un tema estremamente serio e complesso nel quale si incrociano interessi finanziari e politici perché il trasporto aereo funge da volano per lo sviluppo territoriale.

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