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Covid. Serve sostegno all'industria russa del trasporto aereo

Ivanov: "Le nostre compagnie aeree stanno subendo perdite colossali"

Lo ha denunciato ieri il capo dell'amministrazione presidenziale russa Sergei Ivanov:  l'aviazione civile nazionale richiede un sostegno su larga scala a causa della pandemia da coronavirus.  "Il momento è grave. Le nostre compagnie aeree stanno subendo perdite colossali. Devono pagare enormi somme per gli aerei, che sono tenuti a terra e non trasportano passeggeri per le ragioni che conosciamo fin troppo bene", ha detto. "I voli internazionali, che prima erano i più redditizi, sono stati quasi del tutto annullati, mentre i collegamenti nazionali sono diminuiti del 15%", ha concluso Ivanov.

In effetti la maggior parte delle tratte internazionali operate attualmente dalle compagnie nazionali sono voli di rimpatrio dei russi all'estero. Solo Aeroflot ad esempio tra il 14 e il 23 marzo ha ricondotto in patria 43.555 cittadini russi da luoghi serviti dalla sua rete di collegamenti. La maggior parte dei passeggeri è stata rimpatriata da Berlino (3260), Parigi (3152), Praga (3031), Budapest (2938), Amsterdam (2175), Barcellona (1833), Bruxelles (1811) e Vienna (1745), fa sapere la stessa aviolinea.

Secondo invece i dati dell'Agenzia federale russa per il trasporto aereo, nell'ultima settimana i vettori aerei nazionali hanno rimpatriato 19.942 compatrioti dai Paesi maggiormente colpiti dalla situazione epidemiologica, tra cui Bulgaria, Cipro, Francia, Ungheria, India, Indonesia, Montenegro, Portogallo, Serbia e Spagna.

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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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