Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram

Così cambia il trasporto aereo merci: dalla formula 1 alle verdure italiane

Tonnellate di derrate nazionali verso tutta Europa. Parla un pilota italiano che vola ogni notte

"Una volta trasportavo auto di Formula 1, cavalli per concorsi internazionali, bulbi per l'industria floreale, turbine a gas, componenti per l'estrazione di petrolio, merci delicate per l'industria chimica. Ora continuiamo a viaggiare ma con prodotti medicali ed ortaggi, frutta e prodotti alimentari italiani che vanno in tutt'Europa": cosi un pilota di un aereo B-767F racconta come è cambiato il suo lavoro.

La sigla F – ricorda AVIONEWS – designa un velivolo trasformato per portare solo Freight appunto. Si tratta di versioni dei grandi velivoli passeggeri widebody, che private dei sedili e di altri accessori possono accogliere nelle ampie stive carichi di tutti i tipi.

Un velivolo di questo tipo è stato il protagonista nel film Cast Away con Tom Hanks.

Il ponte principale del 767F può trasportare più di 24 pallet. La capacità totale del ponte superiore è di 336.5 m3, mentre le due stive inferiori hanno una capacità di 117.5 m3 per sette pallet e due container. La capacità cargo totale è di 429 m3. Quando vengono caricate 60.5 tonnellate, il massimo trasportabile, il 767 F ha un raggio operativo di 6056 km. Caricando 50 tonnellate, l’autonomia raggiunge i 7880 km. Con queste capacità l'Europa diventa solo parte del villaggio globale.

Il 767 –ricorda AVIONEWS-vanta una lunga serie di innovazioni tecnologiche. È stato il primo velivolo bimotore autorizzato a compiere tratte oceaniche ed il primo widebody con equipaggio di soli due membri. Proprio grazie all’equipaggio di due sole persone ed ai due efficienti motori turbofan, il 767F offre costi tonnellata/km molto bassi.

Covid-19 ha cambiato le merci, ma non il lavoro di queste persone che trasportano merci via aerea e che raramente incontriamo anche negli aeroporti, perché il loro lavoro si svolge in prevalenza di notte quando il traffico-passeggeri è rallentato e gli spazi a terra ed in volo sono più ampi. Decollano di notte anche perché la catena logistica completa il ciclo prima dell'alba. Si portano alimentari, eccellenze italiane da Bologna e Pescara, Bari, verso il nord Europa.

“Una professione così si fa solo se c'è una profonda passione” dicono gli esperti.

Il crollo di ordini nell'industria automobilistica e di altri settori ha fatto venir meno tutta la componentistica: sopravvivono le merci della web economy ma hanno preso il sopravvento generi alimentari e materiale sanitario per salvare vite. “È cambiato -ha detto uno di questi piloti- soprattutto lo spirito, l'umore. C'è la sensazione di costruire un ponte di solidarietà, l'orgoglio di aiutare la gente a vivere".

Questi piloti non hanno mai smesso di volare e con loro non si è fermato quell'universo di persone, tecnici e semplici operai, che lavorano intorno al velivolo a terra: rampisti che muovono le merci, addetti al carburante, tecnici che curano ogni parte dell'aereo e questo per decine di velivoli contemporaneamente.

Prima dell'epidemia, come in ogni settore vigeva la concorrenza, trasportare di più, più velocemente, meglio.

Ora anche sulla linea di volo si ritrova la solidarietà, lo spirito di lavoro comune, alleanze che non ti aspetti: ci sono addetti che terminato il loro turno, aiutano i concorrenti in difficoltà a completare il carico. Nasce l'apprezzamento anche per figure che in altri casi passavano inosservate: autisti di camion e furgoni che con il loro lavoro fanno arrivare i prodotti all'aereo. Senza di loro la tecnologia del 767 sarebbe inutile...

gen - 1228880

© AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency Srl
Simili