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Coronavirus: basta con le menzogne governative

Gli aiuti promessi non arrivano: per favore, smettetela di ingannare gli italiani

Ci scuseranno i lettori di AVIONEWS se usciamo dal terreno delle notizie attinenti al nostro settore, per affrontare una questione di carattere generale che riguarda gli aiuti promessi, stanziati, garantiti a milioni di italiani, cittadini o aziende, o almeno ad  una parte di essi.

Primo caso. Comunicazione ufficiale di ieri dalla Cassa degli avvocati: "Si comunica che, in data odierna, è stato disposto il pagamento di ulteriori 28.252 bonus di 600 euro in favore di iscritti alla Cassa richiedenti il 'reddito di ultima istanza' [...]. Il pagamento comprende anche gli iscritti nel periodo 1/1/2019 – 1/4/2020, sempre tenendo conto dell’ordine cronologico delle richieste che è rimasto immutato. [....]. Si precisa, infine, che il budget disponibile ha consentito di definire le domande degli aventi diritto presentate fino alle ore 17:00 del 2 aprile 2020. Le circa 30.000 domande pervenute in epoca successiva sono, al momento, prive di copertura".

Secondo caso: richiesta di bonus baby sitting. Un avente diritto fa la domanda online sul sito Inps il 3/4. Il 21/4 la pratica risulta accettata ma, attenzione non c'è nessun versamento di denaro. Per farsi attribuire il bonus occorre attivare il Libretto familiare (circa 10-12 passaggi sul sito, compresa l'obbligatorietà di ottenere un 'pin dispositivo' (quello normale non serve per gestire il Libretto. Per attivare questo pin occorre inviare mail con domanda firmata e copia del documento d'identità). Attivato finalmente il libretto, occorre "appropriarsi" del bonus (4 passaggi) che risulta ora disponibile, ma solo virtualmente. Per chi non ha mai usato questo libretto la procedura non è per nulla semplice. Il passaggio successivo è fare una sorta di contratto con la baby sitter, inserendo i suoi dati e alla quale alla fine, si spera, verranno accreditati i soldi in cambio della prestazione. Purtroppo la ragazza che saltuariamente andava a casa del richiedente non ha nessuna intenzione di pagare il 27% circa di quanto incasserà all'Inps, né di appesantire il suo imponibile Irpef per qualche centinaio di Euro, per cui per spendere il bonus si dovrà selezionare una nuova persona, ovviamente aspettando la fine del lockdown.  

Terzo caso: richiesta di prestito entro i 25mila Euro da parte di una piccola impresa. Il titolare chiama ieri (22 aprile: attenzione la procedura è stata attivata il 20 aprile) la sua banca, una filiale di Roma della Popolare di Bari, per avere informazioni sull'invio della documentazione, e il direttore risponde con queste testuali parole: "Ci dispiace, ma il plafond disponibile è stato esaurito alle ore 24 di ieri (l'altro ieri, NdR): non accettiamo più domande"...

Quarto caso: la cassa integrazione speciale per l'emergenza. Presentando il decreto Cura Italia Conte si era impegnato a far pagare quella di marzo entro il 15 aprile. Promessa non rispettata: gli assegni partiranno dall’Inps non prima del 30 aprile, come ha annunciato lunedì 20 il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. "Ci impegniamo fin da ora a pagare il resto dei provvedimenti, sostanzialmente la cassa integrazione, entro fine mese". Per non parlare di quella in deroga, sottoposta a farraginosi meccanismi regionali. Risultato: i beneficiari della cassa in deroga pagati al 20 aprile erano solo 2115 su una platea potenziale di 3 milioni...

Bene. Ci sono decine di dichiarazioni del presidente del Consiglio, di molti ministri, di esponenti politici, che parlano dei 600 Euro di marzo "pagati, che verranno automaticamente prorogati diventando ben 800 Euro". Oppure che le imprese "possono avere la liquidità in 24 ore". Tutti concetti ripetuti a pappagallo dai colleghi giornalisti dei tg e dei giornali. Ma per chi non ha visto un soldo questi sono solo annunci e promesse. Peggio, menzogne...

Tutte le categorie sociali stanno facendo appelli allo Stato affinché intervenga, e soprattutto per ottenere fondi a destra e a manca. 

Noi, sommessamente, ci sentiamo di fare un solo semplice appello: non vogliamo soldi, non vogliamo prebende, non vogliamo nulla. Vogliamo solo che la smetteste di mentire, e di prendere in giro gli italiani...

agu - 1229249

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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