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CLARA MOSCHINI

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Luce verde dei mercati per i vettori aerei

Aiuti di Stato ed una rapida ripresa della domanda spingono i titoli del trasporto aereo

I giornali finanziari di tutto il mondo si sono sperticati in articoli diversi ma tutti nello stesso verso: il mercato azionario dei vettori aerei è in netta risalita. Gli esempi -scrive AVIONEWS- sono globali: dalla Francia dove Air France forte di un aiuto di oltre 7 miliardi di Euro ha ripreso vigore, agli Stati Uniti dove giganti come Delta, United ed American Airlines hanno invertito la tendenza degli ultimi mesi e ricominciato a salire nei vari stock market.

In Europa, l'azione ordinaria Lufthansa, scrivono commentatori finanziari, in due giorni ha riguadagnato il 15% del suo valore dopo che il governo ha promesso di iniettare nei già floridi conti bancari della compagnia la straordinaria cifra 9 miliardi di Euro.

È da metà maggio  che tutti i titoli delle compagnie hanno ricominciato a salire, proprio in corrispondenza di straordinari interventi governativi. Ma la domanda effettiva stenta a ripartire Southwest Airlines negli Stati Uniti ha dovuto ammettere che "nonostante ci sia un'inversione di tendenza nelle prenotazioni con una crescita forse superiore a quanto stimato si è ancora lontani dai livelli pre-crisi e non è possibile stimare quando quei livelli saranno raggiunti". Gli ottimisti guardano alla cifra delle cancellazioni che, dicono, sono nettamente diminuite. Ma qualcuno ribatte che sono calate per il solo motivo che ormai non c'è più nulla da cancellare.

Tutti coloro che avevano prenotato e pagato voli li hanno già disdetti, ove possibile e sono in attesa di ricevere un rimborso in denaro liquido oppure in altri buoni di viaggio. Le contese legali, a cui nessuno sembra voler guardare, rischiano di moltiplicarsi. Le compagnie cercano di tener duro e restituire voucher piuttosto che denaro ma le  disposizioni di legge sono piuttosto chiare e difficili da eludere.

D'altro canto in questo momento le aviolinee tutto vogliono piuttosto che privarsi di denaro liquido indebolendo ancora di più la loro posizione finanziaria e privandosi di riserve che forse consentirebbero una sopravvivenza ed una ripartenza più sicura.

 Qualche commentatore finanziario si è spinto al limite della banalità affermando: "le compagnie sopravviveranno. Esse hanno la capacità di recuperare, ma questo richiede del tempo ed in questo tempo bruceranno ingenti risorse finanziarie".

 Affermazioni che non è difficile condividere, quello che è più complesso è stimare il tempo necessario e la struttura migliore per superare questo gap.

Nessuno poi si avventura a valutare cosa implicherà la presenza degli Stati all'interno delle compagnie, soprattutto in merito alle decisioni di investimento future ed alla politica di gestione del personale: dalle nuove assunzioni agli interventi per ridimensionare il numero dei dipendenti.

 Ambiti in cui -ricorda AVIONEWS- uno Stato può avere obiettivi diversi e divergenti da quello di una compagnia privata.

C'è poi la questione della concorrenza.

Vettori esclusi dagli aiuti nazionali rimarranno a guardare gli altri che prosperano mentre loro devono districarsi tra problematiche finanziarie di ogni tipo?

Difficile credere che nessuna di loro non decide di rivolgersi alle Corti internazionali per ottenere una fetta della torta. In maniera estremamente ottimistica poi molti guardano alle promesse di apertura delle varie frontiere che Nazioni dipendenti dal turismo come la Spagna hanno già pronosticato per il primo di luglio.

Sarà possibile per tutti mantenere queste promesse? Un riaffacciarsi dell'epidemia, che non è assolutamente impossibile, non costringerà tutti ad una nuova stretta delle regole?

 In una parola, dal punto di vista squisitamente tecnico ci sembra di poter dire che, come in molte altre occasioni, il mercato delle azioni si muove (incredibile a dirsi NdR)  più sulle sensazioni e sulle speranze che non su effettive realtà operative.

Non c'è dubbio che il trasporto aereo tornerà ad operare ai livelli pre-epidemia, ma molti indicatori tecnici tendono a dire i tempi di questa ripresa non saranno né brevi né certi. In questo periodo sopravviverà chi avrà riserve finanziarie ingenti e possibilmente rinnovabili, ma che, oltre a questo, saprà attuare le strategie migliori per minimizzare l'effetto della crisi e magari rimodellare il modello di business della compagnia spostando il bilanciamento tra breve e lungo raggio o tra voli-passeggeri e voli-merci.

 Inoltre le difficoltà di molte compagnie apriranno spazi inattesi ed estremamente lucrosi a quelle più forti che potranno accaparrarsi slot su tratte finora sature.

Non a caso già adesso in molte effettuano voli in perdita secca praticamente senza passeggeri pur di non perdere le slot che possiedono.

I governi oltre ad aggiungere capitali alle finanze di ciascuna aviolinea avranno la tentazione di cambiare le regole che consentono di difendere gli spazi operativi delle compagnie nazionali, ma questo genera squilibri di mercato che in pochi vorranno accettare.

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