Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram

Ryanair: colonialismo 2.0

Low-cost chiedano ancora soldi allo Stato italiano

Nuovo attacco alle scelte del Governo italiano, promosse dal ceo di Ryanair che rivendica parità di trattamento con le aziende italiane ed accusa l’Italia di violare le norme Ue in merito agli aiuti finanziari per far fronte alla crisi Covid-19.

"I salvataggi" dedicati esclusivamente alle compagnie di bandiera "sono regressivi, ingiusti ed illegali" e "minacciano il futuro dell'aviazione europea quanto la stessa pandemia". È il monito lanciato dalle colonne del "Financial Times" dal ceo di Ryanair, Michael O'Leary, che chiede alla Commissione Ue di "difendere" il mercato unico dalle distorsioni degli aiuti di Stato ai vettori aerei nazionali da parte degli Stati membri più ricchi.

La Commissione europea ha riconosciuto che la pandemia Covid-19 si qualifica come "evento eccezionale" ai sensi del diritto dell'Ue e tutti gli Stati membri sono stati titolati a fornire sostegno alle compagnie aeree ed agli aeroporti colpiti dalla pandemia di Covid-19, attraverso un meccanismo che permette di iniettare liquidità nelle società che devono affrontare gravi pressioni finanziarie a causa della crisi in atto.

La normativa Ue detta specifiche restrizioni sulla proprietà delle aviolinee, ma se stabilire la proprietà è relativamente facile, individuare chi controlla la compagnia è spesso più difficile.

Ad esempio, gruppi come International Airlines Group (Iag) possiedono British Airways, Aer Lingus, Iberia, Level e Vueling; il gruppo Air France-Klm possiede Air France, Klm Royal Dutch Airlines e Transavia. La proprietà economica è chiaramente detenuta dalla società madre, ma il diritto di voto viene suddiviso tra ciascuna delle compagnie nazionali controllate.

Tenuto conto dell’importanza di garantire che il sostegno finanziario dedicato a supportare le aziende vittime della crisi Covid-19 sia circoscritto per lo scopo concordato, gli stati dell’Unione europea sono stati titolati a decidere con discrezionalità, in merito allo stanziamento degli aiuti.

In Italia si è deciso di dedicare parte dei fondi alle sole aziende con Certificato di operatore aereo (Coa) rilasciato dall’Autorità italiana, ma per Ryanair questa decisione non è legittima.

Il mercato liberalizzato del trasporto aereo in Europa ha consentito ai vettori aerei di poter stabilire un numero significativo di basi locali in tutto il continente europeo, basando aerei e personale di volo negli Stati da dove partono e rientrano gli aeromobili della compagnia e garantendo a queste aziende la possibilità di beneficiare delle relative normative fiscali, salariali e del lavoro, ma per aziende come Ryanair queste agevolazioni non sono ancora sufficienti.

Ryanair, in seguito alla crisi Covid-19, chiede ulteriore assistenza finanziaria all’Italia, nonostante non palesi alcuna volontà di sottostare alla sorveglianza finanziaria di questo Paese.

La sua richiesta sembra inserirsi in una vera e propria campagna di discredito delle decisioni nazionali, che non tiene conto delle opportunità di assistenza finanziaria già ricevute, per esempio in tema di sostegno ai lavoratori e di sgravi fiscali specifici al settore di appartenenza.

La domanda quindi è: lo Stato Italiano sta creando un vantaggio competitivo alle compagnie nazionali che distorce la concorrenza oppure è Ryanair che sta cercando di approfittarsi della sua natura transnazionale?

Red - 1229970

© AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency Srl
Simili