Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Decreto Rilancio: La notte dei lunghi coltelli

AICALF, l’associazione delle compagnie Low Cost, entra in Commissione per modificare il decreto Rilancio, mentre i lavoratori implorano il Parlamento di fermare il Dumping Sociale nel Trasporto Aereo Italiano.

Alle 23:30 di ieri sera la commissione Bilancio della Camera stava ancora lavorando sui tantissimi emendamenti pervenuti al Decreto Rilancio, di cui ben 14 per cambiare l’articolo 203.

L' art. 203 del Decreto Rilancio, rinominato dai lavoratori Decreto ANTI DUMPING prevede, per la prima volta nella storia del nostro paese, una protezione salariale  minima a tutela del lavoro e della professionalità del personale di volo basato in Italia, indipendentemente dalla nazionalità del datore di lavoro di riferimento.

Secondo il progetto del Governo tutti i vettori aerei e tutte le imprese che operano e impiegano personale sul territorio italiano dovrebbero applicare ai propri dipendenti trattamenti retributivi non inferiori a quelli minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del settore.

Non si parla quindi di imporre il Contratto di Alitalia ne’ di obbligare le compagnie aeree a trattamenti retributivi particolarmente onerosi, ma si vuole mettere un freno all’aggressiva concorrenza di alcune compagnie aeree, prime fra tutte Ryanair e Volotea, che basano i propri profitti sulla riduzione dei costi operativi legati alla manodopera, spesso violando indisturbate i diritti dei lavoratori, bloccati dalla costante crisi di settore.

Oltre al trattamento retributivo minimo, L'art 203 stabilisce che il Contratto Nazionale sia stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e questa specifica è particolarmente importante perché impedisce l’utilizzo di sindacati di comodo per firmare i contratti collettivi aziendali, pratica vietata ma notoriamente utilizzata in Italia, proprio da alcune low cost.

L'articolo 203 tutela poi espressamente anche i lavoratori precari del Trasporto Aereo e quelli che oggi vengono assunti con contratti atipici: i piloti costretti ad aprire la partita iva per esempio o gli assistenti di volo assunti da agenzie di somministrazione basate in altri paesi, imbarcati sull’aereo, ma inquadrati in Italia come personale non di volo e quindi esclusi dalle specifiche tutele previste dalla loro effettiva professione.

Ma queste low cost non vogliono vincoli contrattuali verso i lavoratori e vogliono accedere di diritto agli aiuti economici al pari delle compagnie controllate in Italia.

L’avvocato Matteo Castioni, già legale di Ryanair, oggi Presidente della Aicalf, a proposito del Decreto Rilancio dice: «Le norme contenute nel dl rilancio sono discriminatorie”.«Il contratto nazionale di fatto non esiste» «...E quel contratto riflette un modello di business che non può essere applicato alle low cost». Blue Air, easyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling, secondo l’avvocato Castioni applicherebbero tutte contratti di lavoro di diritto italiano al proprio personale di volo, ma i lavoratori smentiscono questa affermazione e recapitano al Presidente Conte e al Parlamento  copie cartacee dei loro contratti con evidenziate le normative di altro paese cui sono assoggettati. Su tutte le lettere appare un logo che reca la scritta “SAY NO to social dumping in Aviation. ”Intanto, mentre le compagnie low cost minacciano di licenziare migliaia di lavoratori e di interrompere parte dei loro collegamenti in Italia, se le loro richieste non verranno esaudite dal Parlamento italiano, si ricominciano a riempire gli aerei: Ryanair annuncia che dal 1 luglio ripristinerà il 40% dei suoi voli ed EasyJet il 50%, già dal 15 giugno.

AA - 1230058

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
Collegate
Simili