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CLARA MOSCHINI

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Il fallimento politico ed industriale del trasporto aereo in Italia – Parte prima

La dettagliata situazione vista da parte di un esperto

Siamo al 15 giugno e la confusione è totale. Non un’idea, non una proposta industriale dagli operatori del settore ma solo un muro contro muro tra il Governo, focalizzato esclusivamente a salvare la decotta Alitalia, e le società di gestione aeroportuale che chiedono solo soldi, utili garantiti e, da ultimo, anche l’immotivato privilegio della proroga delle concessioni.

Tutti sono concordi, a parole, nel sostenere che il settore del turismo, cui è strettamente connesso il trasporto aereo, è fondamentale per la ripresa dell’economia italiana ma poi, nei fatti, è stato uno dei settori più trascurati dal Governo che, oltre alle generali misure di aiuto per tutte le imprese, ha previsto limitate misure di sostegno (Es la rivalutazione dei beni e delle partecipazioni) per il settore del turismo nonché 130 milioni per i vettori nazionali Blue Panorama, Neos e Air Dolomiti (ai sensi dell’art. 198 del "Dl rilancio") e la spropositata somma di 3650 milioni per la sola Alitalia (ai 3 miliardi per la statalizzazione vanno aggiunti 300 milioni per spese di costituzione della società e 350 milioni di compensazione ai sensi dell’art 79 del "DL Cura Italia") che però rappresenta solo l’11,3% del trasporto aereo in Italia, ignorando completamente le circa 100 società di handling e le 33 società di gestione aeroportuale presenti in Italia che nel 2019 hanno consentito la movimentazione di ben 191 milioni di passeggeri.

È vero che sull’attuale stagione estiva pende il costante rischio della ripresa della pandemia, con un’incertezza di fondo che forse ha spinto il Governo a non allocare specifiche risorse per la ripresa dell’imminente stagione turistica, ma basta analizzare i dati statistici per rendersi conto come non vi sia alcuna strategia di fondo, sia dal lato politico che industriale, nell’affrontare la crisi e prevedere misure programmatiche di intervento.

Le diverse associazioni di settore, sia del comparto turistico che del trasporto aereo, nelle audizioni tenute presso il Parlamento italiano così come in tutti i rispettivi comunicati stampa si sono incentrate, prevalentemente se non esclusivamente, nel chiedere al Governo la costituzione di specifici Fondi di indennizzo, l’eliminazione di tasse e/o altre misure economiche compensative ma non hanno fatto filiera tra di loro ed hanno mancato nel prospettare misure trasversali di sviluppo del traffico aereo e del turismo facendo ricorso alle ampie deroghe concesse dalla Commissione europea alle norme sugli aiuti di Stato sino a dicembre di quest’anno per far fronte all’attuale emergenza da Covid-19.

Nessuna misura di aiuto è stata prospettata dagli operatori ai sensi delle ampie deroghe concesse dalla specifica comunicazione della Commissione europea per il settore del trasporto aereo e, a titolo di esempio, le stesse tratte sociali previste per la stagione estiva 2020 invece di esser prontamente attivate ai sensi delle ampie possibili deroghe concesse, sono state passivamente rinviate contribuendo, di fatto, ad aggravare la carenza di presenze turistiche in territori come le provincie di Trapani e di Comiso.

Nessuna possibile e temporanea forma di incentivazione è stata ipotizzata per gli aeroporti minori (ve ne sono almeno 18 aeroporti con meno di 1 milione di passeggeri), che paradossalmente incentrano la loro identità proprio sull’importanza che dovrebbero rivestire per il turismo locale e di questi, ai sensi dell’ultimo DM n. 245 del 14/06/20, ben 13 resteranno sostanzialmente non operativi sino al 14 luglio prossimo e dovranno affrontare anche l’annunciata chiusura dei collegamenti Alitalia (Es Trieste, Trapani ed altri come Reggio Calabria).

Soni queste le anomalie di un sistema che, nell’ambito dell’iter di conversione del "Dl Rilancio", incentra tutti gli sforzi nel chiedere misure di supporto e di aiuto economico limitate principalmente ai grandi operatori e, di contro, manca di proporre valide misure di aiuto trasversali per tutta la filiera del trasporto aereo e del turismo.

L’unica misura strutturale e positiva adottata in questi mesi è stata quella del trattamento economico minimo per il personale del trasporto aereo ai sensi dell’articolo 203 del "DL Rilancio", un primo importante tassello per una ripartenza sana ed equilibrata del settore, che viene osteggiata proprio da chi ha fatto ampio ricorso a pratiche elusive negli ultimi anni.

1) fine prima parte

NB - 1230157

AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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