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CLARA MOSCHINI

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Primi effetti del trattamento economico minimo nel settore del trasporto aereo

Entro il 17 Agosto deve essere comunicato ad Enac il rispetto dei minimi retributivi

Lunedì 17 agosto p.v. scade il termine di legge entro cui tutti i vettori aerei con base di servizio in Italia e le imprese operanti nel settore del trasporto aereo che impiegano personale sul territorio italiano e che sono assoggettate a concessioni, autorizzazioni o certificazioni previste dalla normativa EASA o dalla normativa nazionale nonché alla vigilanza di ENAC, dovranno ottemperare agli obblighi di trattamento economico minimo per il personale impiegato in Italia ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. 203 del DL n. 34/2020 c.d. Rilancio, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.

La formulazione dell’articolo di legge non è limitata alle sole imprese titolari di un certificato di operatore aereo ma risulta omnicomprensiva, includendo anche le società di gestione aeroportuale, ENAV, quale prestatore in esclusiva dei servizi di navigazione aerea, ed i prestatori di servizi di assistenza a terra nonché potenzialmente anche le società di manutenzione di aeromobili. È peraltro esplicitamente previsto che la previsione di legge sul trattamento economico minimo si applichi anche al personale dipendente di terzi ed utilizzato per lo svolgimento delle proprie attività e quindi al personale di eventuali fornitori o subappaltatori di servizi.

Trattasi della principale e più rilevante novità introdotta dal Governo per riformare l’intero settore del trasporto aereo e i previsti novanta giorni dall’entrata in vigore del D.L. c.d Rilancio, pubblicato il 19 maggio 2020, scadono proprio lunedì 17 agosto 2020.

La norma formalmente non impone alle imprese della filiera del trasporto aereo l’adozione di uno specifico contratto collettivo, rispettando così il principio di libertà di scelta del CCNL applicabile da parte del datore di lavoro purché compatibile con l’oggetto delle prestazioni lavorative, ma prevede che siano comunque applicati trattamenti retribuitivi minimi, non inferiori a quelli minimi stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del settore stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale ad oggi individuabile nel CCNL parte generale del Trasporto Aereo sottoscritto in data 30 maggio 2019 da Assaereo, Assohandlers, Assaeroporti, Federcatering, Assocontrol, Fairo, Filt-Cgil, Fit- Cisl, Uila Trasporti e UGL Trasporto Aereo di cui, in relazione al triennio corrente, risulta esser stata rinnovata solo la Sezione “Gestori Aeroportuali”, con la previsione dei relativi minimi retribuitivi.

Ai sensi di legge e di tutta la giurisprudenza formatasi negli anni l’applicazione di un determinato contratto collettivo nazionale di lavoro al personale dipendente rientra, infatti, nelle prerogative dell’imprenditore e nella libertà negoziale delle parti, risultando sufficiente che siano rispettati: (i) i canoni di proporzionalità ed adeguatezza delle retribuzioni sanciti dall’art. 36 della Costituzione; e (ii) la coerenza del contratto nazionale applicato con l’oggetto delle prestazioni lavorative. Adesso l’art. 203 del c.d. Decreto Agosto impone che nel settore del trasporto aereo sia anche applicato il trattamento retributivo minimo di settore.

Lo scrutinio iniziale sul rispetto dei valori minimi retribuitivi applicati viene per legge riposto in capo ad ENAC, fatto sempre salvo l’eventuale accertamento nel merito da parte del giudice del lavoro.

Vige però un differente ed anomalo sistema sanzionatorio e di controllo ed infatti:

la previsione di sanzioni amministrative, comprese tra un minimo di euro 5.000,00 ed un massimo di euro 15.000,00 per ciascuna unità di personale impiegata sul territorio italiano, è solo nei confronti di titolari concessioni, autorizzazioni e certificazioni non rilasciate dall’autorità amministrativa italiana, e il 5° comma dell’art. 203 del DL c.d. Rilancio, così come formulato, non risulta formalmente estendibile ed applicabile ad altri soggetti;

 la previsione della revoca delle concessioni, autorizzazioni e certificazioni rilasciate dall'autorità amministrativa italiana è disposta solo nel caso di mancata comunicazione entro il 17 agosto 2020 di ottemperare agli obblighi di trattamento economico minimo a prescindere dall’effettivo e successivo rispetto delle previsioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art 203 del DL c.d. Rilancio;

per le imprese che dovessero poi in pratica non rispettare il trattamento minimo economico è solo previsto il rimedio dell’improcedibilità delle domande di rilascio e/o di rinnovo delle concessioni, autorizzazioni o certificazioni di cui al comma 1 dell’art. 203 del DL c.d. Rilancio, cioè teoricamente quelle indirizzate sia ad EASA che all’autorità amministrativa italiana, qualora non comunichino preventivamente ad ENAC l’impegno a garantire i previsti trattamenti minimi economici. Anche in questo caso trattasi di una dichiarazione d’impegno, svincolata ad un controllo effettivo.

La norma appare, dunque, da un punto di vista formale di rigida ed omnicomprensiva applicazione ma si ritiene che, nella pratica, l’effettiva applicazione degli imposti trattamenti minimi economici nel settore del trasporto aereo sarà molto più complessa e di difficile controllo, risultando possibili diversi contenziosi e pratiche elusive da parte dei diretti interessati. L’effettivo rispetto di equivalenti trattamenti economici minimi, in presenza di differenti ed applicabili contratti collettivi di settore, risulterà inoltre rimesso ad un difficile giudizio altamente discrezionale di competenza esclusiva del giudice del lavoro, che non potrà esser sostituito, ai sensi della normativa vigente, da valutazioni esclusive e di merito di ENAC.

E/M - 1231269

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