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Imputato alzatevi

Oggi Cassazione per Mauro Moretti e gli altri accusati della strage di Viareggio

Oggi, 2 dicembre 2020, è la data fissata per l'udienza in Corte di Cassazione sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009. Tra i 16 condannati a pene tra i 6 ed i 7 anni che hanno presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Firenze il più noto è Mauro Moretti ex-ad di Fs e di Rfi, condannato a 7 anni per disastro ferroviario, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio. Ma nessuno ne parla. La data sta passando sotto un silenzio preoccupante. Eppure parliamo del terzo grado di un processo istruito per la morte di 32 persone, tra cui 3 bambini, che hanno perso la vita in seguito all’incendio di un treno carico di Gpl deragliato alla stazione di Viareggio intorno alla mezzanotte del 29 giugno 2009 con le fiamme che avvolsero le strade intorno alla ferrovia. Secondo i giudici della Corte d’appello di Firenze si sono verificate omissioni ed inadempienze a vari livelli. Senza alcuna valutazione complessiva dei rischi. 

In particolare Moretti, secondo i giudici di appello che hanno confermato la sentenza di primo grado, “deve essere dichiarato responsabile nella qualità di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato per aver omesso di compiere interventi individuati” idonei ad “evitare il deragliamento del treno o quanto meno per evitare o ridurre le sue conseguenze catastrofiche. La condotta alternativa che egli avrebbe dovuto e potuto tenere -si legge nella sentenza- consiste in particolare nel controllo delle modalità di svolgimento delle attività di trasporto delle merci pericolose, in relazione alla quale egli avrebbe dovuto assicurarsi che venissero applicate le migliori cautele possibili e quindi quanto meno il controllo della piena tracciabilità dei rotabili di proprietà di terzi e dei loro processi manutentivi, anche fornendo e imponendo una interpretazione corretta delle norme che eliminasse la prassi errata di non effettuare alcun controllo, neppure documentale" sui carri esteri circolanti "e che venissero previste misure precauzionali idonee in caso di mancanza di tracciabilità”.

Gli organi d'informazione tacciono, con un silenzio che non si capisce se è colposo o doloso. Gli unici che si sono esposti, indirettamente, diciamo così, sono quelli di Assonime, l'Associazione delle società per azioni guidata da Innocenzo Cipolletta, che era presidente di Ferrovie all'epoca del disastro (con Moretti suo amministratore delegato). Sentenza “censurabile”, “ricognizione delle responsabilità penali (…) affatto condivisibile”, “la sentenza d’appello presenta un vizio”, Assonime scrive questo del processo sulla strage ferroviaria di Viareggio. Il punto fondamentale, secondo Assonime è questo: se si condanna Moretti, che all’epoca dell’incidente era amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, questo potrebbe diventare un precedente per il futuro. Il rischio, insomma, è che venga contestata la responsabilità oggettiva ai vertici delle società madri delle holding. 

Tiziano Nicoletti, uno dei legali dei familiari di vittime dell'incidente, parla di documento a due facce: "da un lato il livello tecnico e l’approfondimento di quello studio è alto, dall’altro però si tralasciano tutta una serie di prove, di leggi, di situazioni che sono emerse nel processo e, se si potesse replicare, entrerebbero completamente in contraddizione con quello che è scritto. I processi si fanno in tribunale, non con gli articoli così. È brutta anche la tempistica: a poche settimane dal processo di Cassazione”, dice Nicoletti.

Oggi, dunque, sul banco degli imputati ci sarà un nome di quelli che contano. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca: probabilmente nessuno ne parla proprio per questo. Mauro Moretti, riminese classe 1953, laureato con lode in ingegneria elettrotecnica all'Università di Bologna nel 1977. Nel 1978 fa l'ispettore e lavora presso l'Officina Trazione Elettrica di Bologna, l'attuale Onae, di cui poi diventa dirigente. Iscritto alla Cgil dai primi anni ottanta, Moretti scala i vertici sindacali fino a diventare membro della segreteria nazionale della Federazione italiana lavoratori trasporti-Cgil (1986‐1990). Il trampolino di lancio lo proietta nelle alte sfere: amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, dal 2006 al 2014, poi, dal 2014 al 2017, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo. Dal 2015 è anche presidente di Asd - Associazione europea delle industrie dell'aerospazio e della difesa, presidente di Italy-Japan Business Group e, dal 2013 al 2019, presidente della Fondazione Fs. Tra gli incarichi internazionali ricoperti in passato, Moretti è stato vicepresidente di Union Internationale des Chemins de Fer (dal 2009 al 2014) e presidente dell'European Management Committee di Uic -Union Internationale des Chemins de fer (dal 2013 al 2014) e presidente della Community of European Railway and Infrastructure Companies (da gennaio 2009 a dicembre 2013). Per dieci anni, dal 2004 al 2014 è stato sindaco di Mompeo, il paese in provincia di Rieti dove aveva la seconda casa. Oggi non ricopre incarichi, anche se qualcuno vocifera che sia un consigliere esterno del ministro Paola De Micheli, a cui lo lega una vecchia amicizia, tanto da essere stato uno degli invitati vip politici al matrimonio del ministro nel 2013. 

Sulla strage di Viareggio Moretti si è espresso in un'audizione al Senato nel 2010: la definì "uno spiacevolissimo episodio”. Frase che, a detta del sindaco di Viareggio, Luca Lunardini, e dell'Associazione dei parenti delle vittime, mancava di sensibilità. Sulla questione, all'epoca, il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, dichiarò al quotidiano "Il Tirreno" che Moretti era un uomo "senza pietà che dovrebbe venire a scusarsi". Nel 2014 Moretti lascia Fs e diventa amministratore delegato di Leonardo.

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da AVIONEWS

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