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Incidente in elicottero di Kobe Bryant fu dovuto ad errore pilota

Lo sottolinea una perizia governativa - ALLEGATO

Poco più di un anno: a distanza di tredici mesi si sta facendo spazio una verità importante sull’incidente in elicottero che è costato la vita al campione americano di basket Kobe Bryant (leggi anche la notizia che è stata pubblicata da AVIONEWS). Era il 26 gennaio del 2020 e lo sportivo, insieme a sua figlia Gianna di appena 13 anni ed altre sette persone si trovavano a bordo di un elicottero Sikorsky S-76B (marche N72EX). L’aeromobile era di proprietà dello stesso sportivo ed era decollato dall’aeroporto della contea di Orange-John Wayne che si trova a Santa Ana, in California. Lo schianto non ha lasciato scampo a nessuno e nelle ultime ore la perizia del National Transportation Safety Board, agenzia investigativa indipendente del governo degli Stati Uniti, ha messo in luce come la tragedia sia stata la conseguenza di una decisione irresponsabile del pilota. Il rapporto sottolinea, poi, come la presenza a bordo di un passeggero tanto importante come Bryant abbia esercitato una forte pressione sull’uomo. Il pilota, Ara Zobayan, avrebbe osato troppo in condizioni meteorologiche proibitive, ritrovandosi disorientato e senza punti di riferimento nei pressi delle colline dell’area metropolitana di Los Angeles. Zobayan avrebbe proseguito il volo nonostante la barriera di nuvole e la scarsa visibilità, senza poter stabilire la giusta inclinazione dell’elicottero. Avrebbe anche discusso delle condizioni atmosferiche proibitive in una chat di Whatsapp, le sue ultime parole, purtroppo profetiche. 

Sullo stesso argomento leggi anche l’articolo che è stato pubblicato da AVIONEWS.

In allegato, la perizia del National Transportation Safety Board (6 pagine).

Allegati
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AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency
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